Di debito (pubblico) e cetrioli (parte 1)

Caro Presidente,

sto partecipando a questa discussione su Facebook. La discussione verte su un dubbio “matematico” riguardante l’instostenibilità dell’attuale debito mondiale.

E’ un po’ che a tempo perso, visto che sono pagato per fare altro, ragiono più o meno sullo stesso interrogativo. Per cui, visto che è difficile ragionare di numeri senza usare i numeri, ne approfitto per provare a mettere nero su bianco alcune idee.

Non sono un economista e la “matematica” economica mi ha sempre lasciato perplesso. Come faccia 2+2 a fare 5 per un economista rimane, a mio avviso, uno dei più grandi misteri dell’universo. Per cui, La prego di voler prendere queste riflessioni per quello che sono: dubbi di un profano. Se Ella volesse, dall’alto della sua infinita saggezza, gettare un po’ di luce in queste tenebre Le sarei infinatemente grato.

Cominciamo, quindi.

Consideriamo tre attori:

  • Una Banca : “crea” e distribuisce moneta, facendosi pagare il servizio;
  • Un produttore di beni (A) : acquista materie prima e le trasforma, per poi rivenderle realizzando un guadagno;
  • Una “comunità” (B) : procura le materie prime ad A e ne acquista i prodotti finiti X.

Facciamo l’ulteriore ipotesi che il prodotto X sia un bene durevole, non deperibile, che mantiene il suo valore “reale” nel tempo benché il suo valore “nominale” possa fluttuare seguendo l’andamento dell’economia.

Faccio inoltre notare anticipatamente che il fatto che la Banca crei moneta dietro autorizzazione di un ente superiore (lo Stato), non cambia il risultato della simulazione. O almeno, non lo cambia per quanto io sia riuscito a capire!

Per semplificare, supponiamo che A e B non possano contrarre debiti tra loro ma solo con la Banca.

Definiamo le seguenti grandezze:

  • Il Capitale Circolante : totale dei coin disponibili per essere scambiati ad un dato momento (esclusi i coin della Banca);
  • I Debiti/Crediti : i debiti e i crediti dei vari attori;
  • Valore della Merce : il numero di prodotti X ad un dato momento; il loro valore unitario (vu); il loro valore totale (vt).
  • Ricchezza : Capitale Circolante + Valore della Merce

Cominciamo:

Step 0

E’ il momento iniziale: quello in cui qualcuno decide che bisogna farla finita con il baratto e inventa la moneta per facilitare gli scambi di beni e servizi all’interno della comunità. La situazione è la seguente:

  • Banca: 0 coin / 0 crediti
  • A: 0 coin / 0 debiti
  • B: 0 coin / 0 debiti
  • X: 0 pezzi / vu=0 / vt=0
  • Capitale Circolante: 0 coin
  • Ricchezza: 0 coin

Step 1

A decide che vuole costruire X, ma per farlo ha bisogno di comprare da B materie prime per un controvalore di 1 coin. Dal momento che non li possiede, li chiede in prestito alla Banca. La Banca “crea” 1 coin e glielo presta. Alla fine del ciclo, A dovrà restituire alla Banca 2 coin.

  •  Banca: 0 coin / 2 crediti
  • A: 1 coin / 2 debiti
  • B: 0 coin / 0 debiti
  • X: 0 pezzi / vu=0 / vt=0
  • Capitale Circolante: 1 coin
  • Ricchezza: 1 coin

Step 2

Ora A acquista da B, al costo di 1 coin, i materiali necessari e produce 1 X. Il valore di X è fissato da A nel modo seguente: 1 coin (costo del materiale) + 1 coin (guadagno di A) + 2 coin (debito da restituire alla banca) = 4 coin.

  • Banca: 0 coin / 2 crediti
  • A: 0 coin / 2 debiti
  • B: 1 coin / 0 debiti
  • X: 1 pezzi / vu=4 coin / vt=4 coin
  • Capitale Circolante : 1 coin
  • Ricchezza: 5 coin

Step 3

A vorrebbe rivendere X a B, e B vorrebbe comprarlo (ricordate che B è la “comunità”) ma ha solo 1 coin. Per cui, chiede alla Banca i restanti 3 coin. La Banca glieli concede, ma dovrà restituirne 4!

  • Banca: 0 coin / 6 crediti
  • A: 0 coin / 2 debiti
  • B: 4 coin / 4 debiti
  • X: 1 pezzi / vu=4 coin / vt=4 coin
  • Capitale Circolante : 4 coin
  • Ricchezza: 8 coin

Step 4

B compra X da A. A salda il suo debito con la Banca. Il ciclo è finito.

  • Banca: 2 coin / 4 crediti
  • A: 2 coin / 0 debiti
  • B: 0 coin / 4 debiti
  • X: 1 pezzi / vu=4 coin / vt=4 coin
  • Capitale Circolante : 2 coin
  • Ricchezza: 6 coin

Rispetto alla situazione iniziale, ci sono ora 6 coin di Ricchezza globale (2 di capitale circolante e 4 in merce duratura non deteriorabile).  La Banca ha ora in cassa 2 coin. A ha in cassa 2 coin. B possiede X per un controvalore di 4 coin, ma è indebitato con la Banca per lo stesso ammontare.

Notiamo che gli unici ad averci guadagnato sono stati la Banca ed A. E’ vero che B possiede X, ma non può rivenderlo perché la comunità non possiede coin sufficienti ad acquistarlo. Non può quindi saldare il suo debito con la Banca.

Si potrà obiettare che però adesso A ha crediti sufficienti ad acquistare le materie prime per produrre un ulteriore pezzo di X senza ricorrere alla Banca. Vediamo!

Step 5

A vuole produrre un ulteriore X. Ma dal momento che B deve restituire i 4 coin alla Banca, per le stesse materie prime chiede ora 4 coin (debito) + 1 coin (guadagno) = 5 coin. A possiede solo 2 coin. Decide di chiedere i restanti 3 alla Banca. La Banca, che ne possiede 2, crea 1 coin e presta i 3 coin ad A, che dovrà restituirne 4.

  • Banca: 0 coin / 8 crediti
  • A: 5 coin / 4 debiti
  • B: 0 coin / 4 debiti
  • X: 1 pezzi / vu=4 coin / vt=4 coin
  • Capitale Circolante : 5 coin
  • Ricchezza: 9 coin

Step 6

A acquista le materie prime da B. Produce un ulteriore pezzo di X. Ora il prezzo di X sarà: 5 coin (costo) + 1 coin (guadagno) + 4 coin (debito) = 10 coin. Tutti gli X in circolazione quindi, da questo momento varranno 10 coin.

  • Banca: 0 coin / 8 crediti
  • A: 0 coin / 4 debiti
  • B: 5 coin / 4 debiti
  • X: 2 pezzi / vu=10 coin / vt=20 coin
  • Capitale Circolante : 5 coin
  • Ricchezza: 25 coin

Step 7

Di nuovo, B non ha coin sufficienti ad acquistare il bene X di cui abbisogna. Deve di nuovo ricorrere alla Banca, che crea i 5 coin mancanti e glieli presta. Dovrà restituirne 6.

  • Banca: 0 coin / 14 crediti
  • A: 0 coin / 4 debiti
  • B: 10 coin / 10 debiti
  • X: 2 pezzi / vu=10 coin / vt=20 coin
  • Capitale Circolante : 10 coin
  • Ricchezza: 30 coin

Step 8

B acquista X. A restituisce il debito alla Banca. Fine del ciclo.

  • Banca: 4 coin / 10 crediti
  • A: 6 coin / 0 debiti
  • B: 0 coin / 10 debiti
  • X: 2 pezzi / vu=10 coin / vt=20 coin
  • Capitale Circolante : 6 coin
  • Ricchezza: 26 coin

Rispetto alla fine del ciclo precedente abbiamo:

  • Banca: +2 coin / +6 crediti
  • A: +4 coin / 0 debiti
  • B: 0 coin / +6 debiti
  • X: +1 pezzi / vu=+6 coin / vt=+16 coin
  • Capitale Circolante : +4 coin
  • Ricchezza: +20 coin

La ricchezza di A (cui la Banca ha magnanimamente concesso il primo prestito) è aumentata del 200% (da 2 coin a 6 coin), mentre quella della Banca è aumentata del 100% (da 2 coin a 4 coin).

In compenso, benché la ricchezza globale sia aumentata del 189% (da 9 coin a 26 coin), il debito di B è aumentato del 150% (da 4 coin a 10 coin). Il valore dei beni posseduti da B è aumentato del 300% (da 4 coin a 16 coin), ma B non può venderli per ripagare il debito, ricordate? B è la comunità! Sebbene un singolo individuo possa rivenderlo ad un altro, la comunità nella sua globalità in questo modello non ha le risorse per comprarli!

Il livello di benessere della comunità (B) potrà crescere solo fino a quando la Banca rinuncia ad esigere il suo credito. In questo modello non c’è modo per la comunità (B) di ripagarla, per quanti sforzi faccia!

Ora, sono il primo ad ammettere che il modello è estremamente rozzo, ma non vedo come raffinarlo possa migliorare la situazione per B!

Supponiamo pure che i membri di B possano fare debiti tra loro, tornare al baratto, vendersi le figlie o quant’altro la loro fervida immaginazione possa immaginare. Ciò non cambia il fatto che la comunità debba restituire alla Banca 10 coin che non possiede e che non ha alcuna possibilità di guadagnare.

Ammettiamo pure che lo Stato decida di supplire alla mancanza regalando a B i 10 coin che mancano, cosicchè possa saldare il suo debito. I coin saranno creati dalla Banca, che li presterà allo Stato chiedendone indietro 11. Il problema si è spostato dalla comunità B allo Stato, aumentando peraltro di dimensione!

Insomma, non solo non riesco (certamente per un mio limite intellettivo) a capire dove questo modello sia fallace; ma più ci ragiono sopra e più mi sembra rispecchiare quello che vedo fuori della finestra: singoli che stanno “bene” e comunità che stanno affogando nella merda!

Comunque, prima che cominciate a blaterare di Banche ladrone e sanguisughe, invocando l’intervento salvifico dello Stato, vi pregherei di aspettare le prossime due puntate.

Ci tengo inoltre a far notare anticipatamente a quanti di voi volessero tirar fuori l’argomento Bitcoin, che se cambiate Banca con Bitcoin il risultato di questo modello non cambia di una virgola! Avrete notato, spero, che nel modello non parlo di interessi: A restituisce i soldi alla banca alla fine di ogni ciclo e il debito di B non aumenta all’aumentare del tempo. Di fatto, la Banca si fa pagare delle commissioni per emettere moneta.

Al momento l’unica differenza che vedo tra Bitcoin ed una Banca è… boh!

  • Non potete (più) crearvi da soli i vostri bitcoin. Potevate una volta ma adesso, per loro stessa ammissione, fare mining è diventato così poco remunerativo che i bitcoin guadagnati non vi ripagano della corrente usata per produrli… che pagate in euro/dollari/quelchelè presi in prestito dalla Banca locale, aggravando pertanto la situazione della comunità;
  • Di conseguenza, coloro che possono permettersi una “miniera” (comprata con soldi veri presi a prestito da una Banca! Chiamiamoli “A-type”) sono sollecitati a mettere commissioni per validare le transazioni. Anzi, tra poco questo sarà il solo modo per guadagnare qualcosa dai bitcoin. Non cambia una virgola! Da una parte pagate per avere denaro da spendere; dall’altra pagate per spenderlo!
  • Se volete dei bitcoin dovete comprarli con della bella moneta sonante presa in prestito da una Banca. Quindi si, magari voi personalmente sarete gli elementi A del ciclo, ma per quanto riguarda la comunità B non vedo tutti questi miglioramenti.
  • Bitcoin è “progettato” per finire. Come possa una risorsa limitata per design generare una crescita illimitata, non riesco proprio a capirlo.

Bitcoin, o meglio la tecnologia che c’è dietro, ha delle potenzialità.  Che non stanno però nel mezzo in sé, ma nel cambiamento di paradigma economico. Se usiamo i bitcoin come ora usiamo gli euro, i cetrioli si infileranno sempre nei medesimi orifizi!

P.S. – Se qualcuno ravvisa nel ragionamento echi di Heinlein, vuol dire che leggiamo gli stessi libri! 🙂

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2 risposte a Di debito (pubblico) e cetrioli (parte 1)

  1. shevathas ha detto:

    Imho ci sono un paio di errori concettuali.
    L’errore è il non considerare la ricchezza in coin di materie prime di B, da come scrivi sembra che al ricchezza venga creata al momento della creazione della moneta, mentre è preesistente a questa. Se, seguendo il tuo esempio, B avesse l’equivalente di 10 coin di materie prime, la banca anche se stampasse 1000 coin e li prestasse ad A per acquistare materiale A potrebbe acquistare solo 10 coin perché quella è la ricchezza reale disponibile. Quindi anche se la banca stampasse 1.000 coin, riuscirebbe a prestarne ad A solo 10, gli altri 990 rimarrebbero in tasca alla banca.
    Il gioco descritto comunque vale anche se la banca sparisce e il singolo coin viene creato “virtualmente” da B con un prestito di materie prime per un controvalore di un coin ad A (ovvero B fa da banca) La richezza aumenta solo per il lavoro di A.

    • caropresidente ha detto:

      > L’errore è il non considerare la ricchezza in coin di materie prime di B, da come scrivi sembra che al ricchezza venga creata al momento della creazione della moneta, mentre è preesistente a questa.

      Non sono d’accordo, per i seguenti motivi:
      1) E’ vero che la “ricchezza” è pre-esistente alla moneta, ma noi scambiamo merce per moneta e non merce per merce, ergo tu non puoi acquistare nulla se non possiedi coin. La “ricchezza” di B, quindi, è fittizia in assenza di coin in circolazione;
      2) La pre-esistente ricchezza di B è inclusa nel valore di X.
      – B ricava materie prime per effetto del suo lavoro, quindi senza bisogno di utilizzare coin (ad esempio: taglia alberi per ricavare legno);
      – al momento di rivendere le materie prime ad A, ne quantifica il valore in coin (ad esempio, “1 coin” nel primo ciclo);
      – A include il costo delle materie prime nel prezzo di X

      Inoltre, la mia definizione di ricchezza esclude esplicitamente la banca: è la ricchezza in coin E valore delle merci disponibili “alla collettività (A+B)”.

      Se osservi, alla fine del primo ciclo (Step 4), la ricchezza globale è pari a 6 coin (2 coin in tasca ad A, 1 pezzo X del valore di 4 coin in mano a B). Indubbiamente la “collettività” sta meglio da un punto di vista reale:
      – B aveva materie prime per un controvalore di 1 coin, ma non sapeva che farsene; ora ha un X che non solo vale 4 coin, ma che può utilizzare;
      – A non aveva niente e per effetto della sua capacità di trasformare materie prime in oggetti utili ora ha 2 coin da spendere al bar.

      Da un punto di vista “finanziario”, tuttavia, B sta nella merda: deve restituire 4 coin alla banca. Potrebbe continuare a vendere materie prime ad A, ma poi non potrebbe comprare gli X prodotti. Non dimenticare che B non è un singolo, ma la collettività: A non saprebbe a chi vendere i nuovi X prodotti, perché nessuno avrebbe i coin necessari ad acquistarli se non ricorrendo ad un nuovo prestito dalla banca.

      > Il gioco descritto comunque vale anche se la banca sparisce e il singolo coin viene creato “virtualmente” da B con un prestito di materie prime per un controvalore di un coin ad A (ovvero B fa da banca)

      Cioè stai tornando al baratto. Che potrebbe anche funzionare, se opportunamente regolato. Sai cosa, se ragioni in termini di collettività e misuri il tuo valore in termini di “contributo al benessere della collettività”, il baratto è il miglior metodo di scambio. Tu fai qualcosa per la società (estrai o trasformi materie prime; eroghi servizi; etc.) e la “collettività” ti riconosce un controvalore in coin che puoi scambiare per altri beni e/o servizi. E’ la funzione logica del denaro, in fondo. Il problema non è il denaro, ma la banca che lo rivuole indietro come se fosse una “merce” invece che un mero “indicatore di contribuzione al benessere collettivo”.
      Nei prossimi esempi, appena troverò il tempo di scriverli, mostrerò come il solo fatto che la banca chieda indietro i coin mandi in vacca il sistema, anche senza applicare interessi/commissioni.

      > La richezza aumenta solo per il lavoro di A.

      No: B ha lavorato per estrarre le materie prime. Infatti, alla fine del ciclo, la ricchezza totale è pari a 6 coin!
      Il problema è che la banca vuole indietro ancora 4 coin, il che lascia A ricco e B in brache di tela nonostante sia quello che per primo si è fatto il culo in miniera!

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