Il Decamerone ai tempi del politically correct

Caro Presidente,

oggi su Twitter ho avuto un’interessantissima discussione a proposito di questo, a seguito della quale mi è stato chiesto di approfondire il mio punto di vista.

Allora, da dove comincio? La ragione vorrebbe dall’articolo, ma il problema è che il contenuto dello stesso è a mio avviso il punto di arrivo di un processo di degenerazione cognitiva massificato in atto ormai da diversi anni. Quindi no, non posso partire da li!

Vediamo. Potrei partire da qui:

DISCLAIMER: Il tweet di cui sopra, e gli altri che seguiranno, sono tratti da una interessantissima discussione avuta con una persona squisita e intelligente, come è purtroppo ormai difficile incontrare su internet. Le mie critiche sono alle idee esposte, non alla persona, e ammetto fin da ora che potrebbero (anzi, dovrebbero) essere contestate!

Allora: 2000 anni di oppressione femminile! Interessante, non trovate? Perché 2000? Stando a Wikipedia, l’Homo Sapiens risale a 195.000 anni fa, più o meno!

Per mezzo di tecniche basate sui rapporti isotopici dell’argon, i più antichi resti anatomicamente simili all’uomo moderno si possono datare a 195 000 anni fa, con una incertezza di ± 5 000 anni.[2]

Dato che l’uomo per sopravvivere si riunisce in branchi (che chiama società, così fa più fico!), se ne dovrebbe dedurre che l’oppressione femminile, come fenomeno antropologico, data almeno 100/150 mila anni! Ridurlo agli ultimi 2000 significa, ammesso che il fenomeno esista, che si tratta di un fenomeno sociale e non antropologico e che nasce con quella che consideriamo la Società attuale!

Quindi, l’uomo inteso come “animale di sesso maschile” non opprime la donna. E’ la Società che opprime la donna! Idea interessante, che spiegherebbe perché ogni volta che cerco di riportare il discorso sul piano personale ottengo invariabilmente una serie di risposte evasive e stereotipate. Nessuna delle interlocutrici con cui ho avuto a che fare finora è stata mai realmente oppressa personalmente; eppure, si sente invariabilmente oppressa “in quanto donna”!

Di nuovo wikipedia:

Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo del Natale con la neve e il caminetto acceso), positivo (la cucina italiana è la più raffinata del mondo) o negativo (l’associazione tra consumo di droghe e la musica rock) e, in questo caso, rispecchia talvolta l’opinione di un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi. Se usato in senso negativo o pregiudizievole, lo stereotipo è considerato da molti come una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l’educazione e/o la familiarizzazione.

“Visione semplificata e largamente condivisa”. Non necessariamente vera, aggiungerei io! Uno stereotipo non è quasi mai vero! Eppure, questo particolare stereotipo (la società opprime la donna) scatena reazioni quasi pavloviane!

Non era così fino a pochi anni fa. Ai tempi delle nostre nonne, per dire, difficilmente una donna si sentiva oppressa “dalla Società”. Al massimo poteva sentirsi oppressa dal marito, che la riempiva di botte un giorno si e l’altro pure. Ma era un sentimento estremamente personale, affatto astratto!

E’ negli ultimi 20/40 anni che “le donne” hanno cominciato a sentirsi oppresse “dalla Società”, in concomitanza all’aumento della loro istruzione. Curioso che non considerino il fatto che ad opprimerle sarebbe la stessa “Società” che ha permesso loro di emanciparsi. Il che è una contraddizione in termini!

Ma proseguiamo! Per qualche strano motivo, “le donne” sembrano convinte che il fatto che quattro esponenti del loro sesso decidano di posare per una foto come quella del manifesto, le obblighi in qualche maniera a fare lo stesso! E chiedono: “perché non ci hanno messo uomini nudi”?

Oh, la domanda sarebbe anche lecita nel caso in questione. Nel Decamerone, erano in 7 donne e 3 uomini, quindi qualche maschietto nel manifesto ci sarebbe stato anche bene. Ma avrebbe fatto scalpore lo stesso, perché rispettando le proporzioni qualcuno avrebbe gridato all’effetto harem!

E comunque, stereotipo per stereotipo, voglio provare a chiedere una cosa alle femminucce: supponiamo che nel manifesto ci fosse stato anche uno o più maschietti. Voi come ve li immaginate? E adesso venitemi a dire che c’avreste visto bene il quarantenne medio! Dai!

La verità è che abbiamo un canone di bellezza fisica, sia maschile che femminile, e a quei canoni ci rifacciamo. I modelli della pubblicità sono invariabilmente giovani e muscolosi, come io non sono mai stato nemmeno ai bei tempi. Eppure io non mi sento offeso in quanto uomo. Perché voi vi sentite invariabilmente offese “in quanto donne” da qualsiasi bella ragazza? Sinceramente! Dipenderà dal fatto che sono uomo, ma proprio non riesco a capirlo!

Quindi, finora abbiamo stabilito che non è l’uomo ad opprimere la donna, ma la Società, imponendo degli stereotipi che le donne rifiutano ma a cui sentono di doversi adeguare. Abbiamo stabilito inoltre che il fatto che la stessa Società imponga stereotipi analoghi per gli uomini non conti. Come se a noi maschietti non adeguarsi non costi sacrifici e ostracismi!

Facciamo un passo ulteriore. Guardateli bene, quei manifesti, quelle foto! Ma dico: non si vede un capezzolo; un pelo; una farfallina neanche tatuata! Ho visto cose di gran lunga peggiori e di cattivo gusto. Per dire: a mio parere le Femen fanno un uso ancora più spregiudicato (e altrettanto inutilmente gratuito) del loro corpo! E allora perché tutto questo clamore?

Vediamo l’articolo:

Il prefetto Varratta ha telefonato ieri pomeriggio ad Andrea Campinoti su specifica richiesta del Quirinale. All’entourage di Napolitano non è piaciuto l’accostamento con quelle quattro ragazze seminude nei manifesti per la promozione degli eventi per il settimo centenario di Giovanni Boccaccio: «Non può essere consentito – fanno sapere da Roma – che la massima adesione presidenziale sia associata ad un’immagine suscettibile di urtare la sensibilità di cittadini e cittadine».

Ahah: ecco l’innesco! “Non può essere consentito che la massima adesione presidenziale sia associata ad un’immagine suscettibile di urtare la sensibilità di cittadini e cittadine”.

Io qui vedo due problemi di fondo:

  1. Chi concede l’adesione presidenziale non si prende nemmeno la briga di controllare prima dove andrà a finire. Una manica di incapaci, insomma! In alternativa, il comitato non aveva niente da ridire, ma poi il boss ha visto le foto e gli è venuto un coccolone! Anche peggio, a mio avviso, visto ciò che implicherebbe. No, preferisco di gran lunga la manica di incapaci!
  2. Suscettibile! Suscettibile significa “potrebbe”, non “che urta”. Il Colle non ha nulla da ridire sul manifesto, ma teme che qualcuno possa indignarsi. E siccome qualcuno potrebbe indignarsi…

… qualcuno si indigna, hai visto mai si perde un’occasione per finire sui giornali! La presidente della commissione pari opportunità Loretta Lazzeri, addirittura “tuona”:

Il corpo delle donne non può essere preso a pretesto per iniziative di promozione, qualsiasi esse siano. Dispiace che per celebrare un’iniziativa di carattere culturale si sia fatto ricorso all’ennesimo sfruttamento dell’immagine della donna. Noi facciamo tante iniziative contro la violenza, ma anche per combattere certi stereotipi e poi ci ritroviamo di fronte a manifesti di questo genere e non possiamo accettarlo. Manifesti, cartoline e poster che mostrano immagini di ragazze più o meno nude devono essere (ritirati? manca nell’articolo!)

O Loretta, che te me le puoi mica spiegare un paio di ‘osucce?

1. Il corpo delle donne non può essere preso a pretesto per iniziative di promozione, qualsiasi esse siano.

Ma perché, quello dell’uomo invece si? Alla faccia delle pari opportunità, eh? E poi, chi lo dice? Tu? Metti che devo promuovere degli slip da donna, che uso? Un’ornitorinco? E che facciamo, aboliamo per legge il mestiere di modella e modello? O gli slip da donna (e da uomo)? O seghiamo proprio via la pubblicità tout-court? Ma ti rendi conto o no che, che ti piaccia o meno, ci sono delle donne (e degli uomini!) che si guadagnano da vivere onestamente posando per foto come quella? Chi sei tu (o io) per decidere che non lo devono più fare? Ognuno dovrebbe essere libero di fare del suo corpo e della sua vita quello che più gli aggrada, fintanto che non fa qualcosa contro la legge… e qualche volta anche contro la legge, se è disposto a pagarne le conseguenze!

2. Dispiace che per celebrare un’iniziativa di carattere culturale si sia fatto ricorso all’ennesimo sfruttamento dell’immagine della donna.

Quindi l’immagine della donna non può essere accostata nemmeno ad iniziative di carattere culturale. Mmm… e poi saremmo noi maschietti a vessarvi vero? Direi che con donne come lei al potere, ve la cavate bene anche da sole! Mi tolga una curiosità: quale dovrebbe essere secondo lei, esattamente, il ruolo della donna nella società? Assodato che può fare l’assessore alle pari opportunità (assessorato tra i più inutili mai concepiti da mente maschile, ma che siete ben felici “in quanto donne” di occupare senza lamentarvi!), che altro può fare una donna? La modella no, altrimenti vi offendete! La mamma, “ommiodio, gli stereotipi”! Non è che a questo mondo ci sono solo posti di comando, eh? Qualcuno deve pur lavorare, per mandare avanti la baracca!

No, glielo chiedo perché ad esempio per me una donna può fare quello che più le aggrada, se è capace di farlo! Il che però comprende anche farsi fare le foto in mutande che poi finiscono sui manifesti che a Lei non piacciono. Quindi, <ironic> visto che Lei è assessore alle pari opportunità e io no </ironic>, la mia visione è sicuramente sbagliata e la donna non può fare proprio tutto quello che vuole! Per favore, illumini un povero stolto… ma cerchi di farsi consigliare un po’ di logica, prima: o una donna può fare tutto (comprese le foto in mutande e anche senza, se le va!) o non può fare tutto!

3. Noi facciamo tante iniziative contro la violenza, ma anche per combattere certi stereotipi e poi ci ritroviamo di fronte a manifesti di questo genere e non possiamo accettarlo.

E dove sarebbe esattamente la violenza in quelle foto? Sono sicuro che Lei avrà senz’altro sentito parlare di quel tale che raccontava di pagliuzze e travi, vero? Ecco… direi che avrebbe bisogno di una bella visita oculistica! In quei manifesti non c’è alcuna violenza… e non ci sono stereotipi!

Si potrebbe discutere se siano o meno attinenti al tema. Ma non stiamo discutendo di questo. Lei non sta discutendo di questo. Lei ci vede “violenza” e “stereotipi” e a mio avviso non c’è assolutamente nulla di quello che Lei vuole vederci. E a fare violenza è Lei che ne chiede il ritiro dall’alto della sua autorità, che dovrebbe essere di garanzia!

In quale modo, le chiedo nuovamente, quei manifesti ledono le “pari opportunità”? Anzi, visto che io ci vedo solo donne, da maschietto mi incazzo! Perché i modelli maschi non devono avere le stesse opportunità di guadagno? “Pari opportunità”, ha presente? Dovrebbe essere il suo lavoro!

4. Manifesti, cartoline e poster che mostrano immagini di ragazze più o meno nude devono essere (ritirati? manca nell’articolo!).

Non so, ho come l’impressione che Lei chiederebbe anche il ritiro di manifesti, cartoline e poster che mostrino immagini di ragazze più o meno coperte… tipo burqa o chador. Mi sbaglio?

Io non ce l’ho con l’assessore in particolare, sia chiaro. Oddio, ritengo che faccia un lavoro inutile e controproducente, visto che per mantenerlo deve soffiare sul fuoco ogni volta che vede una scintilla, ma non più di tanti suoi inutili e controproducenti colleghi maschi. Ce l’ho col fatto che ultimamente sembra impossibile portare avanti un ragionamento pacato sul tema senza sentirsi dare del troglodita.

Per dire, leggevo l’altro giorno che Grillo ha detto che la Boldrini sarebbe un soprammobile del potere. Opinione personale. Rivolta ad una persona specifica.  E qual’è stata la reazione della signora? “Ha offeso tutte le donne”! Ora, da quando in italiano “tutte le donne” si scrive “lauraboldrini”?

Se io dicessi che il mio capo donna è un incapace, starei offendendo lei e non “tutte le donne”. E nessuna donna si sentirebbe nemmeno lontanamente offesa dalle mie parole. Ma non appena la critica sfiora anche di striscio la politica, ecco che si scatena la querelle! E dagli oggi dagli domani, ci si abitua alla reazione istintiva!

Spiace vederlo da una giornalista, che alle parole sa dare un peso. Nell’articolo dice altro. Dice che ha ricevuto centinaia di insulti e minacce:

Da «Ammazzati», a «Quelli come te fanno una brutta fine», da «Sei un burattino», una «Venduta», una «Vergogna per il genere umano» al più ovvio, e desolante, «Put…» (trattandosi di giornalista femmina, quasi scontato).

Però, dovendo sceglierne uno per sintetizzare su twitter (e portare click all’articolo) ha scelto “puttana”. Perché non “venduta”? Perché non un altro tra quelli ricevuti? Non sono forse insulti anch’essi? Io, se fossi un giornalista, considererei “venduto” di gran lunga più insultante, per dire. Ma evidentemente una donna si sente punta sul vivo da “put…”, anche se è ovvio che nel contesto l’insulto assume tutt’altro significato che prostituta.

Perché? Sul serio: per favore, spiegatemelo! “Stronza” non sarebbe stato altrettanto insultante? Voglio dire, ci sono migliaia di epiteti ingiuriosi, per tacere del fatto che si può insultare anche più pesantemente senza usare la coprolalia, ad esserne capaci!

Sembra quasi che voi donne siate le prime a sentirvi insicure del vostro ruolo e delle vostre capacità. Come se temeste che una sola parola, una sola foto, possa portarvi via tutto! E allora via tutte le parole e tutte le foto; via il corpo della donna! Siete talmente preoccupate di affermare che “oltre le gambe c’è di più” che vi scordate che ci sono “anche” le gambe. Siamo, maschi e femmine, corpo e anima: negarne uno annichilisce l’altro!

Un manifesto offende il mio genere“. Un manifesto! Come fa un manifesto ad offendere? Al limite, chi ha ideato il manifesto offende. E se il manifesto offende il genere femminile, allora il suo creatore è nemico del genere femminile. E quindi, dato che i generi sono due, appartiene al genere maschile. Il che significa che io, in quanto appartenente al genere maschile, offendo il genere femminile! E si, mi offendo! Perché è una critica tanto gratuita quanto offensiva. Figlia dello stesso pregiudizio che le vostre argomentazioni vogliono combattere!

Ho sostenuto, nel corso della discussione su Twitter, che:

Mi sbagliavo! Il problema qui è che, nonostante tutti gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione, la comunicazione non è mai diventata bidirezionale! Uomini e donne non comunicano meglio di quanto comunicassero 50 anni fa! Ma, ancora peggio, ci sono donne che hanno scelto di usare i canali di comunicazione (anche quelli bidirezionali) in modo unidirezionale! Hanno scelto di usarli per fomentare un odio che non ha ragion d’essere! Donne come l’assessore di cui sopra! Istituzioni come “il Colle”! Donne come la Boldrini che da quando è stata eletta non fa altro che prendere ogni critica rivolta a lei e trasformarla in un attacco alle donne!

Il problema non è che tu non capisci quello che dico, è che tu trasmetti con un’ampiezza di banda talmente elevata che ciò che io dico non ha la minima importanza! Questo blog ha dodici lettori quando va bene! Mezza italia ha letto della “querelle” sui giornali (di carta e online) e circa un quarto ha capito “tette, culi, vergogna, sfruttamento, oppressione”.

Molti si sono fermati ai titoli, pochi hanno guardato i manifesti e ancora meno hanno cercato di farsi un’opinione personale. Perché avere un’opinione personale costa fatica e ci vuole coraggio a propugnare idee contrarie al sentire comune.

Idee come quella che voi donne sarete veramente libere non quando non ci saranno più cartelloni con donne nude, ma quando non ve ne fregherà più niente di vedere una donna nuda su un cartellone! A quel punto, gli assessori alle pari opportunità potranno anche andare a cercarsi un’occupazione vera, ammesso che sappiano fare qualcosa di utile!

Io ho questo coraggio. Molte donne, devo purtroppo constatare, no! Peccato!

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9 risposte a Il Decamerone ai tempi del politically correct

  1. giovanni ha detto:

    Inquieta profondamente che, se anche il punto di partenza diverso, il punto d’arrivo è qualcosa di arabeggiante.
    E se posso anche le modalità di dialogo.

  2. Sono onorata di apparire come causa scatenante di questo post – mi sento chiamata a rispondere ad un paio di domande,
    1) Nel mio tweet ho parlato di “2000 anni di oppressione femminile”, non a caso. Riferendomi alla città occidentale in cui mi trovo a vivere, osservo che l’affermazione del monoteismo giudaico-cristiano ha rilanciato una visione negativa della donna, che certo non si trovava benissimo nell’antica Grecia ed a Roma, ma ancora non portava sulle spalle un concetto pesante come quello del peccato originale.
    Tecnicamente le religioni che si sono affermate su quella radice hanno sostenuto per secoli che la morte è la conseguenza diretta di una donna che ha colto una mela, e di un uomo babbeo che l’ha mangiata perché non sa dire di no ad una donna. Come contraltare, è stata creata la figura della Vergine (ovviamente) Maria Madre di Dio. Ovvero, se sei donna, o sei una stronza puttana tentatrice o sei Vergine, Madre e Santa.
    Onestamente ritengo che nessuno di questi due stereotipi descriva bene una donna vera, ma ancora oggi sono stereotipi che rimangono.
    Facciamo qualche esempio. Una donna viene stuprata. Era ubriaca? Portava una minigonna? In molti diranno che s’è cercata. E qui entra lo stereotipo della puttana.
    Oppure: in Italia i figli vengono affidati quasi sempre alla madre. Ecco lo stereotipo della Vergine e Madre.
    Come potrete notare, il primo va contro le donne, il secondo in questo caso particolare che ho scelto apposta, va contro gli uomini. Questo per dire che gli stereotipi nuocciono a tutti.
    Però. C’è un però. Molti uomini, pure sensibili ed intelligenti, non si rendono conto dalla loro posizione di privilegio, di quanto le donne siano penalizzate in tutta una serie di ambiti. E’ possibile che i modelli maschi guadagnino meno delle modelle femmine. Me ne rincresce. Ma è praticamente l’unico settore lavorativo dove questo accade, quindi se guardiamo la visione di insieme non è certo il genere maschile a doversi lamentare per una mancata parità di retribuzione.
    Giusto per restare sulla statistica: il 50% delle donne italiane non lavora, ed i tagli per la crisi hanno toccato soprattutto le donne. E questo non è un problema solo femminile. E’ un problema di tutto un paese che non cresce perché un 50%di forza lavoro produttiva resta a casa un po’ perché discriminata, un po’ perché un signore che poi è diventato il Presidente del Consiglio si è permesso di dire in televisione ad una precaria “ma che cerca un lavoro a fare, con il sorriso che ha”. Tanto valeva che le dicesse “vai a fare la calzetta” (o la mantenuta), sarebbe stato più onesto.
    E vogliamo parlare delle discriminazioni che subiscono le donne che effettivamente lavorano (a patto che non facciano le escort)? Vogliamo parlare del sentirsi chiamare “signorina” quando il collega maschio è “dottore”? Di chi dice “non pensavo nemmeno che una donna potesse fare questo lavoro”? Di chi dice “è bravissima ma voglio come referente un uomo perché ci capiamo meglio”?
    E non sto neanche aprendo la parentesi femminicidio.
    No, sto qui a dover spiegare che non si tratta di moralismo se provo ormai un fastidio viscerale per lo sfruttamento trito e ritrito del corpo delle donne per la pubblicità. Avessero ritratto un’orgia non avrei provato nessun fastidio.
    Dite che le forme femminili sono più gradevoli. Posso anche essere d’accordo. Allora se non altro tributate alla bellezza il rispetto che merita.
    E non colpevolizzate la vittima.

    • giovanni ha detto:

      Io immagino che sia necessario fare alcune precisazioni che non vogliono, sia chiaro, negare che ci sia un problema di effettiva parità nella pratica quotidiana o che atti di violenza di qualunque natura vadano perseguiti.
      La condizione della donna nel mondo greco aveva poco a che vedere con quella delle Romane. Le donne greche erano relegate nel gineceo e vivevano una condizione più simile a quella degli odierni paesi musulmani. Sì! Quelle di quei posti che fanno nascere il dubbio alla Presidente della Camera sulle sue preferenze (ancora non si è trasferita però), Le donne romane godevano di diritti inimmaginabili ancora oggi in gran parte del mondo, non sto dicendo che avessero la parità.
      Sul femminicidio, fenomeno tutto italiano che grazie a Dio il correttore ortografico segnala ancora come errore, i dati dicono che l’Italia è uno dei paesi in cui vengono uccise meno (troppe sempre troppe lo specifico) donne tra quelli occidentali; meno della metà della Germania, per esempio.
      Sui paradisi in cui non sfruttano il corpo della donna stendo un velo pietoso.
      Sorprende, poi, che sia bersaglio di certe invettive la morale cristiana, non si preoccupano forse anche loro del corpo della Donna invece che di quello della donna? Non sono anche loro tesi a difendere questo Totem, quest’essere spirituale e inesistente che chiamano Donna, Uomo, Umanità fottendosene degli individui in carne ed ossa a cui vogliono imporre la loro morale bigotta e proibizionista? Un individuo, di qualunque sesso sia, perché non dovrebbe essere libero di vendere la propria immagine? Perché qualcuno si turba del fatto che quel corpo possa essere motivo di arrapamento?
      Ma questo è moralismo sessuofobo e cattolico e voi non volete essere confuse con la Binetti.

    • caropresidente ha detto:

      Sono onorata di apparire come causa scatenante di questo post – mi sento chiamata a rispondere ad un paio di domande,
      1) Nel mio tweet ho parlato di “2000 anni di oppressione femminile”, non a caso. Riferendomi alla città occidentale in cui mi trovo a vivere, osservo che l’affermazione del monoteismo giudaico-cristiano ha rilanciato una visione negativa della donna, che certo non si trovava benissimo nell’antica Grecia ed a Roma, ma ancora non portava sulle spalle un concetto pesante come quello del peccato originale.
      Tecnicamente le religioni che si sono affermate su quella radice hanno sostenuto per secoli che la morte è la conseguenza diretta di una donna che ha colto una mela, e di un uomo babbeo che l’ha mangiata perché non sa dire di no ad una donna. Come contraltare, è stata creata la figura della Vergine (ovviamente) Maria Madre di Dio. Ovvero, se sei donna, o sei una stronza puttana tentatrice o sei Vergine, Madre e Santa.

      Quindi confermi la mia sensazione che voi donne vi sentite oppresse dalla Società?
      C’è molto da dire sulle religioni e non solo a proposito di voi donne. Quello che non capisco però è perché sono proprio le donne le più fanatiche quando si parla di chiesa. O meglio, forse adesso comincio a capirlo. Per le nostre madri e nonne l’oppressione era un fenomeno “fisico”! Per voi, più acculturate, è “morale”!

      Onestamente ritengo che nessuno di questi due stereotipi descriva bene una donna vera, ma ancora oggi sono stereotipi che rimangono.

      Oh, descrivere una donna vera! Non credo che sia possibile: troppo meravigliosamente complicata. 🙂

      Facciamo qualche esempio. Una donna viene stuprata. Era ubriaca? Portava una minigonna? In molti diranno che s’è cercata. E qui entra lo stereotipo della puttana.

      Mmmm, vero. Però vorrei provare a farti osservare la cosa da un altro punto di vista.
      Un uomo viene aggredito, malmenato e derubato. Era ubriaco. Portava un rolex in bella vista e girava da solo per un quartiere malfamato. Beh si, sono convinto che anche molte donne direbbero che se l’è cercata!
      Perché dire la stessa cosa a proposito di una donna fa di me un “maschilista”? Cos’é, devo forse considerarvi troppo stupide per comprendere un concetto tanto semplice come il principio di precauzione? Ci sono cose pericolose da fare, uomo o donna che tu sia. Brutto a dirsi, ma fino a che non raddrizziamo questa società bisogna farci i conti. Essere donne non vi mette al riparo dalla violenza, anzi!
      Dire che qualcuno (uomo o donna) se l’è cercata non significa in alcun modo giustificare gli aggressori. La prossima volta che lo senti dire, prova a ribaltare i ruoli e rifletti a cosa penseresti.

      Oppure: in Italia i figli vengono affidati quasi sempre alla madre. Ecco lo stereotipo della Vergine e Madre.

      Già. Però la prossima volta che vuoi parlare della “bontà” delle donne rifletti su tutte quelle donne che esercitano una violenza psicologica immane sui loro ex-mariti, con una cattiveria degna di Hannibal Lecter.
      Io un giudice che mi vietasse di vedere i miei figli lo sbranerei! Letteralmente! Il solo pensiero di non poterli più vedere mi fa stare male!

      Come potrete notare, il primo va contro le donne, il secondo in questo caso particolare che ho scelto apposta, va contro gli uomini. Questo per dire che gli stereotipi nuocciono a tutti.

      Oh, non sono gli stereotipi che fanno male come non sono i cartelloni che insultano. Sono uomini e donne che fanno male… sempre uomini e donne! Chi vuole che si generalizzi vuole distrarre l’attenzione dai veri colpevoli, che troppo spesso sono amici suoi.

      Però. C’è un però. Molti uomini, pure sensibili ed intelligenti, non si rendono conto dalla loro posizione di privilegio, di quanto le donne siano penalizzate in tutta una serie di ambiti. E’ possibile che i modelli maschi guadagnino meno delle modelle femmine. Me ne rincresce. Ma è praticamente l’unico settore lavorativo dove questo accade, quindi se guardiamo la visione di insieme non è certo il genere maschile a doversi lamentare per una mancata parità di retribuzione.

      Ma lottare per i propri diritti è sacrosanto. Stesso lavoro, stessa retribuzione!
      Adesso, però, dimmi come vestire le donne nude ti fa raggiungere questo obiettivo perché io proprio non lo capisco!
      Vogliono che voi guardiate altrove e, mi dispiace dirlo, voi state guardando altrove.

      Giusto per restare sulla statistica: il 50% delle donne italiane non lavora,

      E quante di queste vogliono lavorare? Perché non tutte, ne sono certo, vogliono lavorare. Ad alcune, magari, va anche bene stare a casa, crescere i bambini, uscire con le amiche, leggere.

      ed i tagli per la crisi hanno toccato soprattutto le donne. E questo non è un problema solo femminile. E’ un problema di tutto un paese che non cresce perché un 50%di forza lavoro produttiva resta a casa un po’ perché discriminata, un po’ perché un signore che poi è diventato il Presidente del Consiglio si è permesso di dire in televisione ad una precaria “ma che cerca un lavoro a fare, con il sorriso che ha”. Tanto valeva che le dicesse “vai a fare la calzetta” (o la mantenuta), sarebbe stato più onesto.

      Ok. Sei un manager e devi licenziare 100 persone. Sulla lista tra cui scegliere ci sono moglie e marito e devi sceglierne uno. Chi scegli e perché?
      E’ vero, le donne sono più discriminate (in Italia). Ci sono dei bastardi che vi fanno firmare la lettera di licenziamento in bianco, così poi vi possono licenziare quando restate incinta. E ci sono anche donne (ne ho conosciute!) che sfruttano tutte le millemila piegoline che la legge offre loro per fregare il datore di lavoro.
      Ma non sono queste le battaglie che vi vedo combattere! Io, quando vi sento parlare dello “sfruttamento del corpo della donna” mi incazzo come un picchio e penso che ve lo meritate proprio tutto quello che quei bastardi vi fanno!
      Questi vi passano sopra con un carro armato e voi vi incazzate per un manifesto?
      La “donna” di cui sopra, al presidente del consiglio su quel palco gli ha sorriso. Gli ha sorriso, cazzo! Invece di tirargli un cazzotto sulle gengive e finirlo a calci nelle palle! Salvo poi sentirsi offesa “come donna” quando nei giorni successivi gli hanno fatto notare che vigliacca era stata! E voi tutte dietro: “lo sfruttamento del corpo della donna”, “gli stereotipi”, “i bla bla bla”…
      Cominciate a rispondere a tono agli stronzi, uno per uno. E lasciate stare i manifesti e le altre donne!

      E vogliamo parlare delle discriminazioni che subiscono le donne che effettivamente lavorano (a patto che non facciano le escort)? Vogliamo parlare del sentirsi chiamare “signorina” quando il collega maschio è “dottore”? Di chi dice “non pensavo nemmeno che una donna potesse fare questo lavoro”? Di chi dice “è bravissima ma voglio come referente un uomo perché ci capiamo meglio”?

      Scusa ma perché la ‘escort’, se fatto volontariamente e senza costrizioni, non dovrebbe essere un lavoro? Chi siamo io e te per decidere che lavoro una donna possa o voglia fare?
      Ti chiamano “signorina” e sei “dottoressa”? Diglielo!
      Non pensavano che una donna potesse fare quel lavoro? E allora? Se i loro due neuroni non gli permettono di comprendere che le donne possono fare (quasi? Non sono proprio sicuro al 100%) tutto quello che possono fare gli uomini, il problema è loro. In fondo, se ci pensi, ti hanno appena messo nel top 10% del genere femminile. Quasi quasi quegli idioti ti hanno fatto un complimento.
      Vuole come referente un uomo? Beh, scusa ma ognuno ha diritto alle proprie opinioni, eh! Non è che la cosa valga solo per voi.

      E non sto neanche aprendo la parentesi femminicidio.

      Meglio, perché sinceramente mi dispiacerebbe litigare con te. 🙂
      Ho già scritto cosa penso a proposito e temo che non ti piacerebbe proprio.

      No, sto qui a dover spiegare che non si tratta di moralismo se provo ormai un fastidio viscerale per lo sfruttamento trito e ritrito del corpo delle donne per la pubblicità. Avessero ritratto un’orgia non avrei provato nessun fastidio.
      Dite che le forme femminili sono più gradevoli. Posso anche essere d’accordo. Allora se non altro tributate alla bellezza il rispetto che merita.

      Alcune pubblicità non le capisco neanch’io.
      E non penso che le forme femminili siano più gradevoli in assoluto. Certo, essendo un maschio eterosessuale, sono attratto dal corpo di una bella donna così come una donna è attratta dal corpo di un bel ragazzo. Ma so riconoscere e ammirare un corpo maschile ben fatto. Non è detto che debba per forza esserci sessualità.
      Sono i nostri canoni estetici; è il nostro imprinting di esseri umani. La bellezza non merita rispetto: merita attenzione, ammirazione, contemplazione.

      E non colpevolizzate la vittima.

      Quando una vittima c’è! E non sempre, mi dispiace, io ne vedo una.

  3. Credo che non ci capiamo. Forse vi siete persi la mia affermazione “Avessero ritratto un’orgia non avrei provato alcun fastidio.” Il moralismo in tutto questo discorso non c’entra proprio niente, c’entrano i doppi standard.
    Se qualcuno vuole vendere la propria immagine o il proprio corpo, può farlo. Il problema è che è stato creato un sistema che ha posto la *prostituzione* al di sopra della *formazione*. Il problema è che è stato proposto il modello che pone il calciatore e la velina al di sopra dell’astronauta, dell’ingegnere, dell’infermiere etc.
    La ragazza avrebbe dovuto tirare un pugno in faccia al Presidente del Consiglio? Sono assolutamente d’accordo. Siete molto pronti a scagliare la prima prima. Guardatevi allo specchio e rispondite con sincerità se avreste avuto il coraggio di farlo in quella situazione. Non si può pretendere eroismo da chi subisce una violenza, perché la situazione è questa.
    E infine, se pensate che non ci sia alcun problema per le donne, fatevi questa domanda. Se io, donna, mi sento offesa da uno standard culturale rafforzato quotidianamente da cartelloni di un certo tipo, che diritto avete voi uomini di togliermi questo diritto?
    Io non sono credente. Ma rispetto le religioni, non bestemmio per decenza non perché credo che sia peccato. Mantengo un certo contegno in Chiesa, mi levo le scarpe se visito una moschea etc. Pretendo lo stesso rispetto. C’è una via di mezzo tra il moralismo del politically correct ed il poter fare sempre quello che ci pare. Il problema non è il nudo, ma il messaggio.
    Il messaggio esprime “mettiamo una donna nuda, anche se non c’entra niente, che tanto tira”? Non mi sta bene, perché anche noi donne leggiamo Boccaccio e non me ne importa niente delle tette della modella, a me.
    In Italia ammazzano meno donne che non in Germania? Ancora una volta, non me ne può importare di meno. Ogni morte (di chiunque, sempre e comunque) è una morte di troppo. Vogliamo dire che le leggi sullo stalking proteggono le vittime? Ma dai…

    • giovanni ha detto:

      Beh messa così hai ragione: che diritto hanno degli uomini di contestare il tuo diritto a limitare l’altrui diritto perché ti senti offesa dal nudo altrui?

    • caropresidente ha detto:

      Se qualcuno vuole vendere la propria immagine o il proprio corpo, può farlo.

      No, perché donne come te si sentono sminuite nel loro “essere donna” e l’assessora di turno chiede il ritiro delle foto/manifesti/qualunquecosa!
      La tua libertà finisce dove comincia la mia! Sempre! Invariabilmente! E se solo provi a superare quel limite, che tu sia donna o uomo, io ti prendo a calci in culo a due a due finché non diventano dispari!

      Il problema è che è stato creato un sistema che ha posto la *prostituzione* al di sopra della *formazione*. Il problema è che è stato proposto il modello che pone il calciatore e la velina al di sopra dell’astronauta, dell’ingegnere, dell’infermiere etc.

      Ma questo non ha nulla a che fare con voi donne! Non cambiare discorso, per piacere!

      La ragazza avrebbe dovuto tirare un pugno in faccia al Presidente del Consiglio? Sono assolutamente d’accordo. Siete molto pronti a scagliare la prima prima. Guardatevi allo specchio e rispondite con sincerità se avreste avuto il coraggio di farlo in quella situazione. Non si può pretendere eroismo da chi subisce una violenza, perché la situazione è questa.

      Quindi, voi donne siete forti, libere e indipendenti fin quando non si tratta di difendervi da sole… nel qual caso “avrei voluto vedere voi”? Ok, hai appena affermato che non siete uguali agli uomini. Te ne sei accorta?

      Io conosco una donna formidabile che ha licenziato quando l’assessore di turno le ha imposto di assumere (perdendo tutti i clienti nel giro di un quarto d’ora) e che ha mandato affanculo un senatore della Repubblica rinunciando ad ogni velleità di carriera politica! Non l’ha mandato a dire. Non ha invocato l’aiuto di nessuno. E se ne frega del nudo femminile e dell’immenso problema di mettere un piatto in tavola per la sua famiglia! E non sta più in Italia!

      Ma non ti accorgi che siete proprio voi, comportandovi così, a chiedere di essere messe in gabbia e di essere trattate come specie protetta?

      E infine, se pensate che non ci sia alcun problema per le donne, fatevi questa domanda. Se io, donna, mi sento offesa da uno standard culturale rafforzato quotidianamente da cartelloni di un certo tipo, che diritto avete voi uomini di togliermi questo diritto?

      Rileggiti la mia frase sui limiti della tua libertà. In sintesi, non me frega niente se tu ti senti offesa! Il problema è tuo, non mio. Cresci e impara che al mondo esistono 7.999.999.999 persone con idee diverse dalle tue! Non puoi imporre a tutti le tue idee solo perché sei nata donna, eh? Mio figlio e mia figlia hanno imparato a sei anni che a pestare i piedi non ottengono niente…

      In Italia ammazzano meno donne che non in Germania? Ancora una volta, non me ne può importare di meno. Ogni morte (di chiunque, sempre e comunque) è una morte di troppo. Vogliamo dire che le leggi sullo stalking proteggono le vittime? Ma dai…

      Beh, se mi sbandieri il “femminicidio” come emergenza nazionale e poi scopro che non solo vengono ammazzati più uomini che donne, ma che il nostro è anche tra i paesi a più bassa incidenza del fenomeno nel mondo, io penso che i casi sono due:

      1) Coi numeri sei una capra totale e quindi la tua opinione conta quanto il due di coppe quando regna bastoni
      2) I numeri li capisci bene, e allora sei una che ha un doppio fine e di te mi fido quanto un serpente a sonagli!

      Ogni morte è una morte di troppo, ma dopo certe alzate d’ingegno la morte di una donna è un po’ più morte delle altre. Un capolavoro di “pari opportunità”, non trovi?
      Volete essere trattate come una specie protetta? Per me va bene, ma ricordati che le specie protette di solito stanno in gabbia!

  4. Come diventi aggressivo quando una donna non arretra di fronte a te. Spiegami chi ti limita se si apre un dibattito sulla comunicazione in Italia.
    La tua mancanza di rispetto è palese (“non me frega niente se tu ti senti offesa! Il problema è tuo, non mio”) e mi domando se tu ti sia mai chiesto perché il *negazionismo* è stato considerato un crimine in diversi paesi.
    Perché anche in questo caso è negazionismo negare che i maschi godano di una serie di privilegi. Sono sempre stata contraria alle quote rosa, quindi sbandierare il tuo concetto di gabbia e di specie protetta è inutile (o stai esprimendo un desiderio inconscio, e ci siamo finalmente arrivati?).
    Ti chiedi se ho un secondo fine? Ma il fine è chiarissimo. Voglio la fine dei privilegi di cui godono i maschi, e possono parlare fino al prossimo secoli sui presunti privilegi delle donne, rimangono tali, PRESUNTI.
    Io metterei in gabbia la gente che ha talmente poca considerazione da non mettersi in discussione quando qualcuno gli fa notare che risulta offensiva. Sei solito bestemmiare in chiesa?
    P.s. Grazie per avermi detto che devo crescere. Hai rafforzato lo stereotipo del maschio paternalista 🙂

    • caropresidente ha detto:

      Come diventi aggressivo quando una donna non arretra di fronte a te.

      Come diventi vittima quando un uomo non te da la vinta!

      Spiegami chi ti limita se si apre un dibattito sulla comunicazione in Italia.

      E’ di comunicazione che stiamo parlando? O del fatto che voi donne pretendiate di regolare la comunicazione a vostro piacimento? “Siccome questa cosa offende me, e io sono tutte le donne, allora dovete toglierla!”

      La tua mancanza di rispetto è palese (“non me frega niente se tu ti senti offesa! Il problema è tuo, non mio”) e mi domando se tu ti sia mai chiesto perché il *negazionismo* è stato considerato un crimine in diversi paesi.

      Oh, la “reductio ad hitlerum”!
      Quale parte di “Rileggiti la mia frase sui limiti della tua libertà” ti è sfuggita? Lo ribadisco: se le mie idee ti offendono, il problema è solamente tuo fino a quando esse (o le mie azioni da esse derivanti) non ledono la tua libertà. Io ho diritto di pensarla diversamente da te. Tu hai il diritto di provare a convincermi che sbaglio… solo che devi fare molto meglio di così!
      Io penso che ogni donna abbia diritto a farsi fotografare come gli pare (nuda, vestita, in piedi, sdraiata) senza che nessuno (uomo/donna/altro) abbia niente da ridire; e penso che ogni pubblicitario abbia diritto a esporre il frutto del suo lavoro, se questo non viola la legge, senza che nessuno (uomo/donna/altro) abbia da ridire; e penso che se qualcuno si sente offeso da un manifesto pubblicitario forse non ha proprio capito il vero problema; e penso che, comunque, il problema sia principalmente tuo e tu non sei tutto il mondo, né tutte le donne!

      Perché anche in questo caso è negazionismo negare che i maschi godano di una serie di privilegi.

      Ma io non l’ho negato! Ho detto chiaramente che ci sono discriminazioni! Ma se pensate di rimuoverle combattendo i manifesti o la pasta Barilla, allora ve le meritate tutte perché dimostrate di non aver capito dove sta il problema! E non avete capito che chi vi sta indicando la direzione sbagliata non fa i vostri interessi, ma i suoi! Le “assessore alle pari opportunità” non se le filerebbe nessuno se non piantassero un casino ad ogni manifesto!

      Sono sempre stata contraria alle quote rosa,

      Chissà perché dite sempre questa frase. Un po’ come gli omofobi che hanno amici gay. Siete tutte contrarie alle quote rosa, ma non vi ho visto in piazza contro la legge che le istituisce; e se una donna viene sorpassata da un uomo non vi sfiora nemmeno il concetto che magari l’uomo fosse semplicemente più bravo. Però voi siete contrarie alle quote rosa! Si, come gli assessori alle pari opportunità sono tutti uomini!

      quindi sbandierare il tuo concetto di gabbia e di specie protetta è inutile (o stai esprimendo un desiderio inconscio, e ci siamo finalmente arrivati?).

      Di tutta la frase ti è rimasto solo “gabbia”? Ho usato la parola in due frasi. Te le riscrivo:

      -Ma non ti accorgi che siete proprio voi, comportandovi così, a chiedere di essere messe in gabbia e di essere trattate come specie protetta?
      -Volete essere trattate come una specie protetta? Per me va bene, ma ricordati che le specie protette di solito stanno in gabbia!

      Anche estrapolandole dal contesto dimmi dove ho detto che dovreste stare in gabbia? Io, ad esempio, mi sento offeso da chi prende le mie parole e i miei concetti e li ribalta a suo uso e consumo… però sono cosciente che è un problema mio e che farei meglio a non discutere con chi si comporta così!

      Ti chiedi se ho un secondo fine?

      Conosci il “tu generico”? Se tu “femminista” etc. etc… non tu “Flavia”! Chi sbandiera quei numeri è ignorante o in malafede: in entrambi i casi non ho tempo da perdere a parlare con lui/lei/altro!

      Ma il fine è chiarissimo. Voglio la fine dei privilegi di cui godono i maschi, e possono parlare fino al prossimo secoli sui presunti privilegi delle donne, rimangono tali, PRESUNTI.

      Oh… quanto mi piacerebbe averne qualcuno, di questi privilegi maschili! Perché io, da maschietto, non ne vedo proprio eh… dimmeli, per favore, che da domani vedo di farli valere!

      Io metterei in gabbia la gente che ha talmente poca considerazione da non mettersi in discussione quando qualcuno gli fa notare che risulta offensiva. Sei solito bestemmiare in chiesa?

      Ma tu (voi!) non siete una religione! Non bestemmio in chiesa così come non offro del maiale ad un musulmano. Ma rivendico il diritto di bestemmiare a mio piacimento senza che tutti i cristiani piantino una crociata; e rivendico il diritto di mangiare maiale senza che tutti i musulmani emettano una fathwa. E se non gli sta bene, vedi sopra: problemi loro!
      Con voi femministe (che le donne vere, scusami, sono tutt’altra cosa!) non è possibile: o la si pensa come voi o siamo tutti nemici dell’umanità, porci e fascisti. Tutto il mondo cospira contro le donne! Tutti i maschi esistono al solo scopo di vessare voi povere fanciulle! Avete anche un po’ rotto il cazzo, eh! Io sono un uomo che non ha mai vessato alcuno (uomo/donna/altro) e quindi, quando voi fate di tutta l’erba un fascio, mi sento offeso “in quanto uomo” dal vostro modo di considerare il genere maschile! Se l’atteggiamento va bene per voi, perché non dovrebbe andare bene per me?

      P.s. Grazie per avermi detto che devo crescere. Hai rafforzato lo stereotipo del maschio paternalista

      Vabbeh… chiudiamola qui che è meglio, vah!
      Vado a scrivere 100 volte alla lavagna: “ricordati di non discutere mai più con una femminista!”

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