Io non sono normale

Caro Presidente,

l’altro giorno mi è capitato di vedere questa vignetta di Ellekappa e devo dire che così, a pelle, mi ha dato tanto fastidio.

Prima che Ella si affretti a spiegarmi che trattasi di vignetta satirica con l’intento di denunciare l’ipocrisia di certa gente, Le dico che l’ho capito da solo. Però la vignetta continua a darmi fastidio!

Come la penso sul femminicidio l’ho già scritto qui e oggi vedo che le mie “sensazioni” sulla fallacia logica e scientifica del metodo seguito per creare un fenomeno inesistente trovano conferma da gente che i numeri li maneggia molto meglio di come possa e sappia fare io! Il femminicidio non esiste! Esistono violenti che uccidono (anche) donne, ma questo non ne fa un fenomeno sociale tanto rilevante da dover creare reati ad hoc!

E allora lo voglio gridare forte: IO NON SONO NORMALE! Io non picchio mia moglie (non picchio nessuno, veramente!) ma, anzi, la sprono e la sostengo in tutte le cose che decide di fare. E sono convinto che la maggioranza degli uomini sia come me!

Ma quello che vedo è che gente ignorante e matematicamente analfabeta si rifiuta, come al solito in Italia, di prendere atto dei numeri. Basta leggersi i commenti al post per convincersi della prosopopea di certa gente che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza! Per quella gente, per quegli ignoranti, il problema esiste e nulla potrà essere fatto per convincerli del contrario.

E dal momento che (purtroppo) anche gli ignoranti hanno diritto di voto e sono pure la maggioranza del paese (altrimenti non saremmo ridotti con le pezze al culo come siamo), devo assistere al teatrino di politicanti da quattro soldi che cavalcano l’onda per guadagnare visibilità mediatica!

Si, Signora Boldrini! Se ha la sensazione che stia parlando di lei, ha ragione! Lei è la terza carica dello stato (la minuscola è assolutamente voluta!) ed avrebbe il dovere di analizzare i fenomeni nella loro realtà fattuale, quella che i solo i numeri e le statistiche possono fornire, e sulla base di quei numeri prendere decisioni sensate.

Lei, e quelli come lei che oggi propongono aggravanti di pena, commissioni e quant’altro, avrebbe il dovere di spiegare al popolo che sì, è atroce che uno stronzo diciasettenne bruci la fidanzata perché è geloso, ma il problema non è che lui sia maschio e lei femmina ma che nella famiglia e nella scuola italiana non si educhi alla sessualità e all’affettività; non si educhi a ricevere e gestire un rifiuto o una delusione .

Quindi, fanculo quello che ne pensa la chiesa cattolica, da domani queste materie saranno obbligatoriatemente insegnate in tutte le scuole di ogni ordine e grado comprese le paritarie cattoliche che, se non gli sta bene, possono anche chiudere!

Certo, questo farebbe di lei una statista e contribuirebbe a ridurre il problema che le sta tanto a cuore in maniera efficace, ma le alienerebbe i voti di una gran massa di ignoranti incapaci di mettere due numeri in croce.

Capisco quindi che abbia scelto la via più breve: sia mai che in Italia nasca mai un politico capace di affrontare e risolvere i problemi, invece di limitarsi a girargli intorno cercando di campare fino alla prossima elezione!

Quello che invece non capisco è come mai, nella Sua difesa delle donne vessate, Ella non abbia sentito la necessità di spendere una parola che fosse una di fronte a questo scandalo.

Certo, 20.000 donne costrette a rischiare la vita per abortire in quanto otto medici su dieci si rifiutano di seguire una legge dello stato pur lavorando in una struttura pubblica non sono un problema. 200 uccise sono un’emergenza internazionale; dieci volte tante umiliate (quando va bene!) nonostante una legge dello stato tuttora in vigore (di cui Lei sarebbe la terza carica!) non meritano neanche un’inutile frase di circostanza (perché tanto di più voi politici non sapete fare)!

Se io fossi al suo posto la mia prima proposta di legge sarebbe che un medico che lavori in una struttura pubblica non può fare il cazzo che gli pare! Io non posso fare quello che voglio a lavoro: devo fare quello che mi dice il mio principale e se non mi sta bene cambio lavoro! Ecco: sei un ginecologo e non vuoi praticare aborti? Guarda un po’ se in quella clinica privata cercano qualcuno, perché in ospedale gli aborti si fanno! Sei un infermiera e ti permetti di criticare la scelta di una paziente senza sapere niente della sua storia? Ecco, vai a lavorare da un’altra parte perché io sono lo Stato e qui da me le donne si aiutano, non si giudicano!

Però io sono solo un maschio, cosa vuole che importi a me delle donne? Io non sono normale!

(molto poco) cordialmente Suo

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