Perchè sono notav

Caro Presidente,
è un po’ che non le scrivo. Un paio d’anni, in effetti, è qualcosa più che “un po’” ma sa com’è: ero occupato a sopravvivere!
Sopravvivere, oggi, in questo nostro paese è un lavoro duro, che porta via tutte le energie e ti fiacca a poco a poco e ti fa desiderare che quel doloretto che ogni tanto senti dentro il petto possa essere qualcosa di veramente serio, in grado di fare quello che sai di non avere il coraggio di fare.
E poi, diciamocelo, a che pro cercare di parlare con chi non ti vuole sentire? Perché è questa la verità: a voi la nostra opinione non interessa per niente. Se decidete che una cosa deve essere fatta, non vi chiedete cosa ne sarà della gente che la vostra decisione dovrà subire.
Dite sempre che lo fate per il bene del paese, come se questo potrà mai essere di alcuna consolazione per chi si vede costruire una centrale ad 1km da casa e ne dovrà respirare le polveri per gli anni a venire; oppure per chi si vede espropriare terreni aviti per farci passare sopra un treno. E se osano protestare, giù manganellate “così imparano che coi violenti non si tratta” .
Peró mi perdoni, signor Presidente: se con i violenti non trattate e quelli pacifici gli ignorate, con chi parlate? E no: i politici non contano! E nemmeno i faccendieri e gli affaristi, mi dispiace!
Vede, signor Presidente, io mi ritengo una persona pacifica: nella mia vita non ho mai fatto a botte con nessuno, neanche da piccolo; mai mi sognerei di usare la violenza per dirimere una controversia, prova ne sia che sto qui a scrivere una lettera che mai nessuno leggerà invece di cercare su internet “come costruire una bomba e farla franca”. Io sono una persona pacifica, ma anche quelli come me se messi all’angolo e vessati e privati di ogni speranza prima o poi si incazzano e reagiscono.
E che voi vi stupiate della semplice verità che la gente si ribella se si sente vessata non rende la ribellione meno vera.
Io non sono convinto che la tav sia cosa buona e giusta. Non in un paese dove tutti i giorni i pendolari impiegano per coprire pochi km le stesse ore che impiegherebbero con la tav a fare Milano-Parigi! Non in un paese dove le strade che si percorrono tutti i giorni sono ormai degne di ospitare una Parigi-Dakkar (morto incluso)! Non in un paese nel quale ci sono comuni che non hanno e non avranno mai non dico la fibra ottica ma nemmeno l’ADSL! Sono convinto, e come me tanti altri, che esistano modi migliori di impiegare quei soldi. Modi che farebbero felice la gente invece di farla arrabbiare. Potrei anche sbagliarmi, ovviamente, ma non potrò mai saperlo perché Lei non è più disposto a parlare con me altro che con i manganelli. Lei non è più in grado di convincermi con le parole, visto che sono ormai vent’anni che alle sue parole non seguono mai i fatti: parla di bene comune e scopro interessi privati; parla di moralità e vedo mignotte; parla di equità e vedo privilegi. Signor presidente, io oggi non sono convinto che la tav sia buona proprio perchè Lei ne sostiene con tanta violenza la necessità!
In un paese sano io non dovrei pormi il problema se stare con il manifestante o con il carabiniere “pecorella” e il fatto che dovendo scegliere ultimamente mi senta più vicino al manifestante un po’ mi spaventa.

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