I fascisti siamo noi?

Caro Presidente,

ieri, su un blog letterario è apparso l’articolo di un uomo qualunque. Uno che ha (ancora) gli strumenti cognitivi per rilevare tutta l’ipocrisia celata nei vostri richiami alla responsabilità sociale ed alla ineluttabilità dei sacrifici che ci state imponendo.

Sacrifici che, come già ribadito in una delle mie ultime lettere, noi comuni mortali stiamo già facendo da svariato tempo mentre voi passavate il tempo a sollazzarvi con escort brasiliane di dubbio genere in lettoni russi! (lo so, lo so: non dovrei generalizzare… lei, il lettone russo, non lo ha!)

Sacrifici che avrebbero potuto essere evitati se voi classe dirigente, senza distinzione alcuna di credo politico, aveste avuto quel rigore morale e quella lungimiranza che sarebbe d’obbligo per chi si candida a governare un Paese.

Ma, occupati come eravate a cercare di capire chi vi avesse pagato la casa in cui vivete, avete portato questo paese sull’orlo del baratro (o forse siamo già in caduta libera), continuando a mentire spudoratamente consci del fatto che ormai la maggior parte della popolazione è priva degli strumenti culturali per capire a che gioco state giocando.

E’ interessante, di quell’articolo, leggere i commenti. Notare come, puntuale come sempre, sia arrivata l’accusa di faziosità e di “fascismo”. Curioso come in questo paese, chiunque non si dichiari d’accordo con “sua nanezza”, sia un pericoloso estremista.

Anche quando è proprio lui a paragonarsi, pubblicamente, ad un dittatore:

Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore

Questa frase (per chi è ancora abituato a dare un senso alle parole), se non fosse terribile, sarebbe meravigliosa: riabilita il “grande statista” Mussolini, solo considerato (a torto?) un dittatore. Anzi no, un grande dittatore!

In tutta la giornata odierna ho sentito solo il direttore di Rai News puntualizzare che Mussolini era un dittatore. E solo nel blog di una giornalista ho visto rilevare l’orrido accostamento tra “grande” e “dittatore”. Le parole hanno ancora un loro peso, almeno per alcuni di noi, ma non per molti, purtroppo!

E allora mi dica, signor Presidente, i “fascisti” siamo veramente noi, che vorremmo mandare a casa chi sta ponendo le basi di una società nella quale i nostri figli non saranno più in grado di riconoscere che un dittatore non è mai grande?

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