Non è solo una partita di calcio

Caro Presidente,

che vivessimo in una repubblica pallonara mi era ben chiaro da ormai molto, troppo tempo. Ma, nel caso avessi avuto dei dubbi, la lettura dell’articolo di Cunsolo sul Post di oggi mi ha rinfrescato le idee. In particolare, il seguente passaggio:

All’uscita, veniamo anche fermati da due signori; sono partiti da Lecce, sono in auto, e non hanno il biglietto, che contano di trovare una volta arrivati a Madrid. Li guardiamo con faccia stupita: già ci sentiamo un po’ pazzi noi, a fare tutto questo per una partita di calcio, ma pensare che qualcuno sia partito, in auto, da Lecce, e che stia andando a Madrid nonostante sia senza biglietto,  lo troviamo veramente fuori da ogni logica.

Io no. Io non sono confuso: quei due signori sono lo specchio dei nostri tempi. Tutto per il pallone: ore e ore di fila per un biglietto dai costi assurdi (ma non c’era la crisi?); se non lo si trova, nessun problema: si compra dai bagarini a 450€ (ma non c’era la crisi?) un biglietto che non si potrà usare perché riporta i nomi di due russi (ma sarai scemo?); se non si trova nemmeno dai bagarini, si parte lo stesso (ma non c’era la crisi?).

Io non sono contro il calcio: per me ognuno è libero di correre dietro le proprie passioni. Io ho la moto e la subacquea, ma al momento sono parcheggiate entrambe.

Mi si chiederà chi sono io per giudicare. Magari si tratta di persone che non hanno fatto alcun sacrificio. Forse. E in tal caso, sono contento per loro. Certo che, a guardarli in televisione, non mi danno l’aria di passarsela tanto bene. Ma sono sicuro che mi sto sbagliando.

Ma il fatto è che ovunque mi giri ormai vedo gente pronta a chiudere gli occhi, il naso e la bocca. Basta che ci sia la partita. O il provino del grande fratello. O la macchinetta del videopoker. O qualunque cosa che permetta di estraniarsi per un ora o giù di li da un’esistenza che ormai regala ben poche gratificazioni.

Il senso civico? Affanculo! Il rispetto della legge? Alzi la mano chi non la infrange tutti i giorni, in piccole azioni quotidiane che tanto “cosa vuoi che sia” e “ma tanto lo fanno tutti”.

E allora basta, per favore, di menarcela con la storia della legge bavaglio; basta parlare della cricca; basta parlare di corruzione. Dacci oggi il nostro oppio quotidiano e affanculo tutto il resto!

Signor Presidente: tra meno di un mese cominciano i mondiali. Li cominciamo come una nazione ferita. Speriamo che quando saranno finiti saremo ancora una nazione libera.

Sommessamente suo

25/05/2010: 3 giorni dopo la pubblicazione di questo post, noto che anche Alessandro Gilioli la pensa come me. E son cose che fan piacere, fanno!

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