Homo homini lupus

Caro Presidente,

vorrei porLe una domanda: si può ancora definire “civile” una società dove un uomo è pronto, senza scrupolo alcuno, a pignorare la casa di una famiglia con figli piccoli per un credito di 1600 euro? Non un ente riscossore, una banca o una multinazionale (entità astratte), ma un uomo in carne ed ossa, responsabile delle proprie azioni, con le quali deve fare i conti ogni mattina davanti allo specchio.

Certamente il credito è esigibile, non è negato ed è in fase di restituzione. Ma non si concedono proroghe. Al grido de “la legge è dalla mia” si minacciano ritorsioni legali: o 1600 oggi o 5000 domani dall’avvocato. Come se al cospetto di un uomo che affoga gli si spinga la testa sott’acqua.

E’ venuto meno ogni rapporto umano: questi sono gli anni della legge, quella con la elle minuscola, fatta di codici e cavilli. Non dico che abbia torto, ma mi pongo il problema di cosa insegnare ai miei figli: l’etica cristiana o la legge della giungla?

Perché, glielo dico col cuore in mano, sempre più spesso vedo intorno a me gente come lui: vanno a messa tutte le domeniche da brave pecorelle, ma poi si comportano da lupi. Deboli coi forti e forti coi deboli sembra quasi che provino un gusto sadico a schiacciare la testa di chi si trova in stato di bisogno e chiede loro un attimo di tregua.

Sono figli di questi tempi o meglio, data l’età, credo che ne siano i padri: cresciuti nell’etica fascista del più forte, ad essa sopravvissuti per mimetismo sociale, hanno prosperato nell’etica del denaro ed ora, alla fine della loro gretta vita, vedono gli altri solo come nemici da schiacciare.

Se mai lo hanno avuto, da molto tempo hanno ormai perso quello spirito collaborativo che dovrebbe essere alla base di ogni consesso sociale, senza il quale non siamo altro che un branco.

Sono, nel piccolo delle nostre relazioni interpersonali, quello che gli Anemone o i poliziotti picchiatori sono per la Società: un cancro da estirpare! E un cancro non lo affronti con l’aspirina: usi il bisturi perché, se non lo usi, lui ti uccide.

Caro Presidente, nel mio piccolo io posso lottare contro le metastasi periferiche come il signore in questione, posso insegnare ai miei figli che il rapporto personale, la fiducia reciproca, il guardarsi negli occhi, il “rimettere i debiti” sia quello che ci rende uomini.

Voi, però, dovete dimostrarci che un limite esiste, che non ve ne fregate, perché quelle metastasi si irradiano da un corpo centrale che provvede al loro nutrimento. Se non estirpiamo quel cancro, tanto vale trasformarci tutti in lupi.

Cordialmente suo

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