Il sole dei sola

Caro Presidente,

a proposito di notizie che fanno arrabbiare, oggi vorrei parlarLe un po’ di questa. Sembrerebbe che all’ENI si siano finalmente accorti che il petrolio prima o poi finirà, che sarebbe ora di cominciare a guardarsi un po’ intorno per trovare un sostituto e che il sole sia, tutto sommato, il miglior candidato.

Dice l’ad dell’ENI Paolo Scaroni: “Alcuni anni fa abbiamo deciso di studiare le tecnologie del solare del futuro e abbiamo lanciato questa iniziativa insieme al Mit, iniziativa che sta andando molto bene“. Ma come sarebbe a dire insieme al MIT?

Ma porca puttana!  I nostri ricercatori più promettenti se ne vanno all’estero perché qui li trattiamo peggio di un cameriere di pizzeria (col massimo rispetto per i camerieri, inteso) e questi hanno un po’ di soldi da investire e li portano al MIT!

Grandiosa istituzione, per carità! Ma perché, il nostro Politecnico (tanto per citarne uno a caso) fa tanto schifo? Possibile che in Italia non si possa trovare una sola Università con la quale avviare una partnership per fare della ricerca seria che una volta tanto possa avere delle ricadute positive per il sistema paese tutto?

L’alleanza con il Mit ha una durata quinquennale e comporta per Eni un investimento di 50 milioni di dollari“. Ora, leggo su wikipedia che “L’Eni, ex Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), è un’azienda creata dallo Stato Italiano come ente pubblico nel 1953Enrico Mattei, convertita in società per azioni nel 1992. Successivamente lo Stato italiano ha venduto in cinque fasi parte consistente del capitale azionario, dal 1995 al 2001, conservandone una quota superiore al 30% (sommando le quote del Tesoro e della Cassa Depositi e Prestiti), e detenendo comunque il controllo effettivo della società.”

Questo, se non vado errato, vuol dire che parte di quei 50 milioni di dollari sono anche nostri. Mi spiega, per favore, per quale masochistico motivo non è stato possibile investirli in casa?

Vede, signor Presidente, con tutto il rispetto che posso nutrire per Lei e per le istituzioni che rappresenta, ogni volta che leggo una notizia come questa (e ultimamente capita troppo spesso) mi viene un forte prurito alle mani. Perché notizie come questa rendono chiaro che ai politici che ci governano, nessuno escluso, del nostro Paese non gliene frega un cazzo! Salvo poi, quando saremo ridotti come la Grecia, chiederci sacrifici per il supremo bene nazionale.

Bene! Ma quando poi la gente incazzata proverà su di loro il principio dello specchio ustorio, non vengano a lamentarsi, perché non troveranno alcuna pietà!

Cordialmente suo

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