Il mio papà piangeva

Caro Presidente,

oggi il mio papà, quando è tornato a casa, mi ha abbracciato stretto stretto. Poi è andato ad abbracciare anche la mamma. Lui abbraccia sempre la mamma quando torna a casa, ma oggi non si sono fatti gli scherzi e baciati in bocca come fanno sempre.

Durante la cena mio papà non mi ha fatto gli scherzi, e anche la mamma stava zitta zitta. Poi mi hanno mandato a letto presto. Ma io non ci volevo andare e allora la mamma mi ha preso in braccio e mi ha detto di non fare i capricci, perché stasera mamma e papà dovevano parlare. Io gli ho detto che potevano parlare, che io stavo zitto zitto e non davo fastidio, ma la mamma ha detto che dovevo andare a letto e basta.

Io però a dormire non ci volevo andare e allora ho fatto solo finta e quando la mamma è tornata in cucina io sono sceso dal letto e sono andato a sentire quello che si dicevano.

Il mio papà stava seduto al tavolo della cucina e piangeva. Io non avevo mai visto il mio papà piangere. Io non credevo che i grandi sapessero piangere, perché i bambini piangono quando fanno i capricci e i papà non fanno più i capricci perché sono grandi. La mamma lo consolava come fa con me, perché le mamme fanno così quando vedono qualcuno che piange.

Ho capito che il lavoro dove papà lavora tutto il giorno se ne è andato via e non torna più, così il mio papà non sa più dove andare a lavorare per guadagnare i soldini. Io lo so cosa sono i soldini: servono per comprare le caramelle ed i giocattoli. Io però i soldini non li uso tutti per le caramelle e quelli che avanzano li metto nel porcellino. E allora domani dico al mio papà che non si deve preoccupare, perché gli posso dare i soldini del mio porcellino, così lui è contento e smette di piangere. E gli dico anche che non deve piangere più, perché a me non piace quando il mio papà piange.

Caro Presidente, la Maestra ci ha detto che tu sei l’uomo più importante che c’è e che sei un po’ come il nonno di tutti quanti. Allora sei anche vecchio e sai tante cose, come nonno Adolfo che ci raccontava tante storie belle ma poi è andato a trovare Gesù e non ce le ha più raccontate. Allora tu devi sapere dove è andato il lavoro di papà e visto che sei un uomo importante puoi dirgli di tornare così il mio papà la smette di piangere. Se lo fai io ti prometto che ti regalo una caramella al miele, come quelle che piacevano tanto a nonno Adolfo.

Ciao

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