La legge sui biscottini

Caro Presidente,

l’avete fatto di nuovo!

Vi siete riuniti nei vostri alti consessi di soloni paludati, e avete partorito l’ennesimo cetriolo da infilare nei nostri orifizi più sacri. Si, parlo proprio della vostra ricetta per i biscottini. E dico “ricetta” perché sono certo che, quando vi hanno detto che bisognava fare una legge sui cookies, i più internazionali di voi hanno pensato a uova e farina; gli altri, molto più prosaicamente, hanno semplicemente detto: “I che?”

Allora, vediamo se ho capito bene.

(alle anime pure chiedo venia in anticipo ma, come diciamo a Roma, “quanno ce v’ho, ce v’ho!“)

Continua a leggere

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Di debito (pubblico) e cetrioli (parte 1)

Caro Presidente,

sto partecipando a questa discussione su Facebook. La discussione verte su un dubbio “matematico” riguardante l’instostenibilità dell’attuale debito mondiale.

E’ un po’ che a tempo perso, visto che sono pagato per fare altro, ragiono più o meno sullo stesso interrogativo. Per cui, visto che è difficile ragionare di numeri senza usare i numeri, ne approfitto per provare a mettere nero su bianco alcune idee.

Non sono un economista e la “matematica” economica mi ha sempre lasciato perplesso. Come faccia 2+2 a fare 5 per un economista rimane, a mio avviso, uno dei più grandi misteri dell’universo. Per cui, La prego di voler prendere queste riflessioni per quello che sono: dubbi di un profano. Se Ella volesse, dall’alto della sua infinita saggezza, gettare un po’ di luce in queste tenebre Le sarei infinatemente grato.

Cominciamo, quindi.

Continua a leggere

Pubblicato in Economia | 2 commenti

Il Cliente, questo sconosciuto (in Italia!)

Caro Presidente,

come Lei saprà, ormai da un anno e mezzo me ne sono andato dall’Italia. Ad essere sincero, non è che mi manchi molto: i parenti e gli amici che ho lasciato indietro, si. Ma per il resto poco, veramente poco!

All’improvviso, dopo decenni di vessazioni, ho scoperto che all’estero esiste il concetto di Cittadino che, in cambio delle tasse, riceve servizi da uno Stato.

Ho scoperto che quando entri in un negozio sei un Cliente e non un rompicoglioni. Che quando paghi per qualcosa, hai dei diritti. E che esiste ancora il concetto di trattarti bene, perché poi così ritorni!

Ecco, questo in Italia l’avevo scordato. Così come avevo scordato che il concetto di Cliente in Italia è sconosciuto. Ma l’Italia si è premurata di ricordarmelo proprio oggi!

Continua a leggere

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Il Decamerone ai tempi del politically correct

Caro Presidente,

oggi su Twitter ho avuto un’interessantissima discussione a proposito di questo, a seguito della quale mi è stato chiesto di approfondire il mio punto di vista.

Allora, da dove comincio? La ragione vorrebbe dall’articolo, ma il problema è che il contenuto dello stesso è a mio avviso il punto di arrivo di un processo di degenerazione cognitiva massificato in atto ormai da diversi anni. Quindi no, non posso partire da li!

Continua a leggere

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato , , | 9 commenti

Di pompini, ragazze e internet…

Caro Presidente,

quello che segue non è un post politically correct!

Non che io generalmente lo sia: il pane è pane, il vino è vino e a me piace chiamare le cose con il loro nome. Quindi niente @ e # per mascherare parole che tanto tutti capiscono lo stesso ma, per qualche strano motivo, fanno meno volgare se mascherate.

Comunque, contrariamente al mio solito, ho diviso il post. Se continuate a leggere, accettate i termini e tutto il bla bla bla… Poi non dite che non vi ho avvertito!

Continua a leggere

Pubblicato in Commenti | Contrassegnato , , | 2 commenti

Amazon mon amour…

Caro Presidente del T.C.I.

dove T.C.I. sta per Touring Club Italiano.

Ho sempre pensato che le vostre guide fossero fatte bene. E’ per questo motivo che, vivendo all’estero, al momento di comprare una guida turistica della Repubblica Ceca non mi sono proprio posto il problema: son venuto subito sul vostro sito!

Ho trovato la guida che cercavo(Praga e Repubblica Ceca), l’ho messa nel carrello ed ho proceduto al check-out, carta di credito in mano, finché… non ho notato questo:

TC_FolliaMa dico: €32,00 per spedire un libro che ne costa € 22,50!

I casi sono due: o siete completamente rincitrulliti, o fumate roba veramente buona! Poi non vi lamentate che Amazon vi toglie il mercato! FA BENE! Gente come voi deve solo fallire al più presto, perché del mondo che si sta preparando non avete capito un cazzo!

Su Amazon posso comprare guide cartacee (in inglese) alla metà del prezzo e con costi di spedizione accettabili, perché Amazon ha avuto la geniale idea di ottimizzare la logistica. Ovviamente le vostre guide su Amazon non ci sono. GENIALE!!!

Non solo: le stesse guide le posso comprare in formato elettronico e senza costi di spedizione! Ovviamente il formato elettronico delle vostre è inesistente!

Con le tecnologie odierne sarebbe possibile fare delle guide turistiche interattive, da caricare su uno smartphone e che sfruttando augmented reality e geolocazione mi descrivano quello che sto guardando in quel momento senza che me lo vada a cercare!

Ora, non è che pretenda da voi vette eccelse di tecnologia, in fondo siete pur sempre una realtà italiana! Ma cazzo: le spese di spedizione maggiori del costo del libro? E cambiatelo, quel cesso di piccione viaggiatore che vi ostinate a definire corriere!

La guida, alla fine, la comprerò in inglese in una delle tante fornitissime librerie di Brno, dove posso trovare guide in quasi tutte le lingue del mondo tranne che in italiano. Altra ottima mossa commerciale, non c’è che dire!

Si vede che a voi, di vendere, vi fa proprio schifo! Ma non mi stupisce più di tanto: come il resto d’Italia siete indietro di 20 anni e questa è stata solo l’ultima conferma del fatto che ho fatto bene a portare la mia famiglia via di li!

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato , | Lascia un commento

Io non sono normale

Caro Presidente,

l’altro giorno mi è capitato di vedere questa vignetta di Ellekappa e devo dire che così, a pelle, mi ha dato tanto fastidio.

Prima che Ella si affretti a spiegarmi che trattasi di vignetta satirica con l’intento di denunciare l’ipocrisia di certa gente, Le dico che l’ho capito da solo. Però la vignetta continua a darmi fastidio!

Come la penso sul femminicidio l’ho già scritto qui e oggi vedo che le mie “sensazioni” sulla fallacia logica e scientifica del metodo seguito per creare un fenomeno inesistente trovano conferma da gente che i numeri li maneggia molto meglio di come possa e sappia fare io! Il femminicidio non esiste! Esistono violenti che uccidono (anche) donne, ma questo non ne fa un fenomeno sociale tanto rilevante da dover creare reati ad hoc!

E allora lo voglio gridare forte: IO NON SONO NORMALE! Io non picchio mia moglie (non picchio nessuno, veramente!) ma, anzi, la sprono e la sostengo in tutte le cose che decide di fare. E sono convinto che la maggioranza degli uomini sia come me!

Ma quello che vedo è che gente ignorante e matematicamente analfabeta si rifiuta, come al solito in Italia, di prendere atto dei numeri. Basta leggersi i commenti al post per convincersi della prosopopea di certa gente che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza! Per quella gente, per quegli ignoranti, il problema esiste e nulla potrà essere fatto per convincerli del contrario.

E dal momento che (purtroppo) anche gli ignoranti hanno diritto di voto e sono pure la maggioranza del paese (altrimenti non saremmo ridotti con le pezze al culo come siamo), devo assistere al teatrino di politicanti da quattro soldi che cavalcano l’onda per guadagnare visibilità mediatica!

Si, Signora Boldrini! Se ha la sensazione che stia parlando di lei, ha ragione! Lei è la terza carica dello stato (la minuscola è assolutamente voluta!) ed avrebbe il dovere di analizzare i fenomeni nella loro realtà fattuale, quella che i solo i numeri e le statistiche possono fornire, e sulla base di quei numeri prendere decisioni sensate.

Lei, e quelli come lei che oggi propongono aggravanti di pena, commissioni e quant’altro, avrebbe il dovere di spiegare al popolo che sì, è atroce che uno stronzo diciasettenne bruci la fidanzata perché è geloso, ma il problema non è che lui sia maschio e lei femmina ma che nella famiglia e nella scuola italiana non si educhi alla sessualità e all’affettività; non si educhi a ricevere e gestire un rifiuto o una delusione .

Quindi, fanculo quello che ne pensa la chiesa cattolica, da domani queste materie saranno obbligatoriatemente insegnate in tutte le scuole di ogni ordine e grado comprese le paritarie cattoliche che, se non gli sta bene, possono anche chiudere!

Certo, questo farebbe di lei una statista e contribuirebbe a ridurre il problema che le sta tanto a cuore in maniera efficace, ma le alienerebbe i voti di una gran massa di ignoranti incapaci di mettere due numeri in croce.

Capisco quindi che abbia scelto la via più breve: sia mai che in Italia nasca mai un politico capace di affrontare e risolvere i problemi, invece di limitarsi a girargli intorno cercando di campare fino alla prossima elezione!

Quello che invece non capisco è come mai, nella Sua difesa delle donne vessate, Ella non abbia sentito la necessità di spendere una parola che fosse una di fronte a questo scandalo.

Certo, 20.000 donne costrette a rischiare la vita per abortire in quanto otto medici su dieci si rifiutano di seguire una legge dello stato pur lavorando in una struttura pubblica non sono un problema. 200 uccise sono un’emergenza internazionale; dieci volte tante umiliate (quando va bene!) nonostante una legge dello stato tuttora in vigore (di cui Lei sarebbe la terza carica!) non meritano neanche un’inutile frase di circostanza (perché tanto di più voi politici non sapete fare)!

Se io fossi al suo posto la mia prima proposta di legge sarebbe che un medico che lavori in una struttura pubblica non può fare il cazzo che gli pare! Io non posso fare quello che voglio a lavoro: devo fare quello che mi dice il mio principale e se non mi sta bene cambio lavoro! Ecco: sei un ginecologo e non vuoi praticare aborti? Guarda un po’ se in quella clinica privata cercano qualcuno, perché in ospedale gli aborti si fanno! Sei un infermiera e ti permetti di criticare la scelta di una paziente senza sapere niente della sua storia? Ecco, vai a lavorare da un’altra parte perché io sono lo Stato e qui da me le donne si aiutano, non si giudicano!

Però io sono solo un maschio, cosa vuole che importi a me delle donne? Io non sono normale!

(molto poco) cordialmente Suo

Pubblicato in Lettere | Contrassegnato | Lascia un commento

Squola delle mie brame…

Caro Presidente,

io adoro la tecnologia. L’ho sempre amata, fin da quando ero ragazzo ed ero quello strano ‘che gioca con le macchinette ma non sa giocare a pallone’ e sognava di andare su Marte.

Mi piace come sta evolvendo il mondo, almeno dal punto di vista tecnologico (sul lato sociale invece, soprattutto in Italia, stendiamo un velo pietoso)!

Mi piace facebook! Mi piace condividere alcuni fatti/eventi/pensieri della mia vita senza preoccuparmi troppo di dove vadano a finire e di chi li possa leggere: è proprio perchè spero che si propaghino che li posto. In fondo, se voglio che qualcosa rimanga privato, posso sempre fare come si faceva una volta: tenerlo in famiglia!

E adoro twitter: piccolo, leggero, veloce e incisivo coi suoi 140 caratteri che ti forzano, soprattutto con una lingua come la nostra, a ricercare il concetto piuttosto che la forma (qualche genio riesce anche a farli coesistere nello stesso tweet!).

Adoro soprattutto la possibilità che questi strumenti mi danno di poter interagire con gente, con menti, con idee che altrimenti non avrei mai avuto modo di incontrare. E adoro il fatto che, a volte, essi reputino quello che dico abbastanza interessante da perdere del tempo per rispondermi.

Mi è successo oggi, proprio su Twitter, con una persona che ho sempre stimato e che ho avuto anche il piacere di conoscere personalmente quando ero ancora convinto che in Italia si potesse cambiare qualcosa: l’On. Quintarelli!

A proposito del “decreto ebook” del ministro Profumo, Quinta (posso usare il suo nick?) consigliava di leggere questo articolo, focalizzandosi sui commenti allo stesso i quali, a suo avviso, erano più interessanti dell’articolo stesso. Vero!

L’articolo per primo! Che dire: la solita marchetta all’italiana! Valore aggiunto 0.0 (leggasi zero punto zero). L’unica cosa che emerge dalla sua lettura e’ il fatto che, mentre alcuni editori si lamentano del nuovo che avanza, RCS Mediagroup (cioè il fratello scolastico del Corriere!) ha già pronto il suo “Ebook+” con contenuti multimediali!

Il che, tradotto, significa che mentre oggi gli editori spostano un paio di paragrafi qui e li per obbligarci a comprare le nuove edizioni delle loro “fuffologie applicate”, domani faranno la stessa cosa cambiando un paio di animazioni! Come dicevo, marchetta “in house” come il 99,9% degli articoli giornalistici italiani!

Dove sono gli approfondimenti circa il modo di usare i nuovi strumenti? Come cambierà il modo di insegnare? E cambierà in meglio o in peggio? Ed è giusto che cambi? E se gli insegnanti cominciassero a scriversi i loro testi, a farsi il loro multimediale,  calibrato sul loro modo di insegnare e sulle necessità/capacità della classe che si trovano di fronte, la qualità dell’insegnamento migliorerà o peggiorerà? E in quel caso, gli studenti dovranno comunque comprare i libri “E-book+” suggeriti dal Corriere o potranno succosamente farne a meno con buona pace dell’AIE? E cosa succede dove i nuovi media già si usano? Vanno meglio o peggio di prima? E vanno meglio o peggio di noi? Quali difficoltà hanno incontrato i docenti? E le famiglie? E come le hanno superate?

Insomma, decine e decine di domande affollano la mia mente di povero IT Specialist. Domande alle quali il “giornalista” (si, ho visto che è una donna, ma mi rivolgo alla categoria!) non si degna nemmeno di accennare, figuriamoci rispondere!

Anzi, peggio ancora, l’articolo chiude con la seguente domanda:

E voi cosa ne pensate? Secondo voi la scuola italiana è pronta all’introduzione dei dispositivi tecnologici e a nuove forme di didattica e apprendimento?

In pratica: l’articolo scrivetevelo da soli, così poi io domani ne pesco tre o quattro e ci faccio il pezzo di colore con l’insegnante che è contro e la mamma che “ma dove andremo a finire”!

Bella (come diciamo a Roma)! Sei tu che fai la giornalista! Sei tu che dovresti raccontarci le cose! Sei tu che dovresti approfondire i concetti! Sei tu che dovresti dirci se la scuola è pronta e se non lo è perchè. E’ il tuo lavoro, perdio! E se tutto quello che riesci a produrre sono articoli di questa levatura, beh: NON LO SAI FARE! Consolati, sei in buona compagnia: il 99% dei tuoi colleghi è come te!

E veniamo ai commenti! Quando ho consultato l’articolo stamani, durante una pausa caffè, dal mio smartphone, erano una decina. E alcuni li ho trovati talmente sconfortanti nella loro riproposizione di luoghi comuni da indurmi a rispondere con il seguente tweet:

sconforto totale… in parte hanno ragione, ma si rifugiano dalla parte sbagliata della barricata e a pagare saranno i loro figli!

Stasera, ovviamente, i commenti sono di più e più articolati. Ma ancora sono tanti quelli che fanno cadere le braccia, tanto che mi sono deciso a commentarne qualcuno, perchè il troppo è veramente troppo!

Ci sono quelli che “Intanto chiarire se il calo del 30% comprende il costo del supporto” e “Si, ma chi lo compra il tablet?”. Il che, in un paese dove molte persone girano con le mutande firmate, suscita tutta la mia ilarità! Il tablet per studiare a tuo figlio lo compri tu, magari risparmiando sullo zaino firmato dei Pokemon e cazzate simili! E se proprio non te lo puoi permettere (difficile, ma possibile) allo Stato costa sempre meno passarti un tablet da usare per qualche anno piuttosto che rimborsarti il costo di libri uguali ma diversi di anno in anno!

Poi ci sono quelli che “leggere/studiare/guardare uno schermo retroilluminato per più di un’ora è fastidioso, oltre le due ore comincia a fare danni”. Ora, questa storia che i monitor fanno male alla vista io la sento da quando avevo 15 anni (fanno 30 anni tondi tondi!) ed i monitor facevano veramente pena! Ancora ci vedo ed i problemi agli occhi che ho sono di natura genetica e non “monitorica”. Certo, dopo una giornata di lavoro ho gli occhi stanchi: ma quando ho letto tutto Lo Hobbitt+Il Signore degli Anelli+Il Silmarillion in una settimana non è che stessero tanto meglio… ed ero mooolto più giovane! Gli occhi si stancano, ma io probabilmente reggo molto meglio di voi davanti ad uno schermo per via di una cosa che si chiama “abitudine”! E fatevene una ragione: i vostri figli passeranno sempre più parte della loro vita davanti ad uno schermo se saranno bravi e/o fortunati perchè l’alternativa è sotto un ponte!

Poi ci sono quelli che “Magari è presto per tutto ciò, magari qualche ora di laboratorio ben fatto a scuola avrebbe la stessa utilità” e i “Le scuole sono fatiscenti, manca la carta igienica, etc. etc.”. I soliti benaltristi della domenica! Per loro ho una sola risposta: Piantatela! E’ grazie a gente come voi che in Italia da 40 anni non si cambia una virgola! Avete rotto e prima morite meglio è! In Italia bisogna cambiare TUTTO, quindi da QUALUNQUE parte si comincia va bene!

Poi, ovviamente, ci sono i librai! Per loro, una pacca sulla spalla temo sia l’unico gesto possibile. Rassegnatevi: ci sono lavori che andranno a scomparire! Uno è il tassista; un’altro è il libraio. Un po’ mi dispiace perchè mi è sempre piaciuto entrare in libreria (risparmiavo le paghette per comprare libri)… ma l’ultimo trasloco mi ha convinto dell’indiscussa comodità del digitale! Potete parlare quanto volete, ma come la stampa ha eliminato i monaci amanuensi a favore dei tipografi aumentando la diffusione della cultura, così le nuove tecnologie elimineranno i tipografi aumentando ancora la diffusione della cultura… si chiama progresso. Che poi quello che si diffonde sia cultura o merda è un altro discorso, ed è comunque applicabile anche a molti artefatti cartacei il cui valore culturale è inferiore a quello di un rotolo di carta igienica!

E le insegnanti “anziane ma tecnologiche” dove le vogliamo mettere? Quelle che “mi va bene il testo in formato digitale, ma per studiare occorre la “carta”. Sottolineare, riguardare, vivere il pezzo di carta. Questo è fondamentale per memorizzare e fare proprio un testo. Il formato digitale serve perchè ti stampi solo ciò che ti serve (In un’antologia di letteratura il 50%)“. Anziana? Sicuro. Tecnologica? Un po’ meno!

Poi ci sono quelli che “sarebbe follia pura dalla prima elementare (che attualmente si chiama scuola primaria) quindi insegnare a bambini dai 5 anni e mezzo ai sei a leggere e scrivere sui tablet o sui PC? Ma quest’uomo e i suoi tecnici comprendono un po’ di psicologia infantile, pedagogia e didattica?” Vediamo: mia figlia ha 7 anni e maneggia computer da quando ne aveva tre, senza che ci fosse bisogno di spiegarle più del minimo indispensabile. Oggi cerca su google quello che le interessa, ascolta musica da youtube, ha imparato a leggere da sola su siti pedagogici che si trovava da sola, maneggia l’iphone meglio di quanto faccia mia moglie. Quindi si: direi che con la psicologia infantile, pedagogia e didattica siamo a posto. Almeno dal lato dei bambini! Il vero problema risiede normalmente tra la cattedra e la lavagna! E consiste in insegnanti che sono per la maggior parte inadeguati a fornire una preparazione degna del secolo scorso, figuriamoci del futuro!

Adorabili sopra tutti i “non sono un esperto ma non rinuncio a dire la mia sulla base della mia esperienza“. In sintesi: siccome io non riesco a studiare senza stampare quello che leggo (visto che a scuola sono stata addestrata a studiare su pezzi di carta!) allora è chiaro che si tratta di una boiata pazzesca! Beh, cara “non nativa digitale”, non ti ha sfiorato l’idea che i tuoi figli sono nativi digitali? Al mio non riesco a mettergli in mano un libro nemmeno pagandolo (letteralmente!) ma se gli metto in mano un ebook non ha problemi di sorta! Tu dici: io ho imparato a scuola a fare così, e quindi è sbagliato che oggi la scuola insegni ai miei figli a fare colà! Vedo che la logica hanno dimenticato di insegnartela a scuola, eh! Prega che i tuoi figli la apprendano, invece, e torna pure alla tua stampante!

Infine, li ho tenuti per ultimi, ci sono quelli che “oh, finalmente! Così i nostri figli non saranno più analfabeti informatici“. Beh, per loro ho cattive notizie! Si può essere analfabeti informatici con l’ipad così come oggi i ragazzi (e non solo) sono analfabeti funzionali pur essendo laureati! L’informatica è un’altra cosa: si studia, si pratica, e poi si ricomincia a studiare ancora! Io sono trent’anni che studio e a 45 ho appena ricominciato! Indovina come? Coi corsi online del MIT… roba che magari averla avuta a disposizione quando di anni ne avevo 20!

Il vero problema, però, è un altro e sta tutto nella risposta che Quinta mi ha dato e con la quale sono d’accordo al 110%:

io penso che non si deve fare cose vecchie con strumenti nuovi. Ovvero ict funziona se si cambiano i processi, anche nella scuola

E’ qui che sta il vero punto! Tutti, dalla “giornalista” ai commentatori, si sono focalizzati sull’oggetto! Nessuno ha pensato ai “processi”! Perchè? Perchè in Italia non si è usi essere sottoposti a metriche che diano l’esatta percezione di quanto e come lavori. E la categoria che meno di tutte si vuole sottoporre a metriche è proprio quella che, come dicevo sopra, lavora tra una cattedra e una lavagna!

Proprio oggi abbiamo discusso con i colleghi il fatto che l’anno scorso il nostro team ha fatto in 10 il lavoro di 12 persone. Ma abbiamo potuto fare questa discussione perchè, all’inizio dell’anno, erano stati settati degli obiettivi, ci era stato detto come sarebbero stati misurati, e quindi era chiaro cosa ci si aspettasse da noi! Obiettivi! Target! SLA! Chiamateli come vi pare, tanto è roba che l’italiano medio non vuole sentire perchè altrimenti risulterebbe chiara la loro palese inadeguatezza ed incapacità!

Volete sapere perchè sono sicuro che la scuola italiana fa cagare? Perchè i miei figli non la frequentano più! Oggi frequentano una scuola che ha delle regole chiare, con UNA insegnante che pretende rispetto ed in cambio INSEGNA! In un edificio a norma, pulito e con un’aula informatica con un computer FUNZIONANTE per bambino. Aula che frequentano sin dalla terza elementare come parte del normale corso di studi! Chi non fa i compiti prende 5 (su una scala da 1=ottimo a 5=zappa) ANCHE SE È IN PRIMA ELEMENTARE! Come è giusto che sia! Altro che ‘pora stella’ come sentivamo quando stavamo li! Altro che ‘tutta la classe si deve adattare ai ritmi del più  lento’! State allevando una generazione di perdenti che se sarà fortunata troverà lavori di bassa manovalanza!

Piantatela di dare man forte a chi dice che ‘un insegnante non può essere valutato’. Sono tutte palle! Chiunque può essere valutato: si tratta solo di stabilire come! Ma se la preparazione dei nostri vostri figli è il loro metro di valutazione beh, stanno fallendo su tutta la linea! Non vi illudete di essere i migliori al mondo: non lo siete più e vi basterebbe uscire da quello stivale per rendervene conto! Ogni anno che passa uno studente italiano vale sempre meno sul mercato del lavoro e se continuate così arriverà il momento in cui non varrà niente, tablet o non tablet!

Quindi: si, Onorevole! Sono d’accordo con lei: sono i processi quello che bisogna cambiare! Bisogna cominciare a cacciare a calci in culo gli incapaci, soprattutto dalla “squola” odierna e farla tornare ad essere una “scuola”. Bisogna cominciare a dire, ad esempio, che dai nostri insegnanti si pretende che i nostri studenti comincino a migliorare sui test PISA e OSCE anno dopo anno… e se non ci riescono allora bisogna avere il coraggio di mandarli a casa e avanti un altro!

Io potevo fare solo due cose: una (inutile!), scrivere un pezzo sul mio blog; l’altra, portare via i miei figli da quel paese morente! Con questo pezzo le ho fatte tutte e due!

Lei oggi, forse, può fare di più. Anche se temo di doverle dire quello che, quando ci incontrammo, lei disse a noi: “ammiro le vostre intenzioni e la vostra passione, ma temo non basteranno a cambiare le cose!”. Lei, purtroppo, aveva ragione… io spero sinceramente di avere torto!

Pubblicato in Lettere | Lascia un commento

Chi non salta Grillo è!

Caro Presidente,

allora, com’era il cerino? Scottava?

E la sa una cosa? Grillo ha ragione quando dice che se la rabbia non si fosse incanalata nel Movimento avrebbe trovato altri modi di sfogarsi. Io sinceramente un po’ ci speravo, ma forse è meglio così vah!

Ma voi quella rabbia proprio non avete voluto vederla, riconoscerla. Vi faceva comodo andare avanti come sempre. Avete continuato col vostro usuale pomposo modo di fare: sempre le stesse parole, le stesse facce, gli stessi argomenti, le stesse cazzate!

Avete continuato a buttare fuori dalle vostre organizzazioni chi provava a cambiare le cose, illudendosi di poterlo fare dall’interno, come dite sempre di fare sapendo bene che è impossible! Io lo so perché ci ho provato. Per due anni ho sacrificato la mia vita per provare a lasciare un mondo migliore ai miei figli e alla fine ho rinunciato, perché mi sono accorto che non si poteva.

Ho fatto una tornata di elezioni comunali ed ho provato a dire “ma dai, non possiamo veramente raccontare queste cazzate alla gente. Dobbiamo avere il coraggio di dire loro le cose come stanno veramente, farlo a testa alta e vada come vada!”. Siamo stati cacciati e le elezioni le hanno vinte quelli che raccontavano cazzate!

Anche oggi chi le ha vinte lo ha fatto raccontando cazzate! L’unica differenza è che non sono più le vostre cazzate! La gente se ne è scelta delle nuove e questo vi spaventa!

Ma voi ancora li a non volerlo capire. Francamente: siete patetici! O semplicemente rincoglioniti!

Io le elezioni questa volta le ho seguite al sicuro, dall’estero. Ho un solo aggettivo: RIDICOLI! Siete stati ridicoli. Le cose più interessanti le ho sentite da due comici: Grillo e Crozza. E voi ancora non avete capito cosa è successo! Se l’Italia non stesse per entrare in un tritacarne ci sarebbe da divertirsi! Spero solo che gli schizzi di merda non arrivino fin qui!

Grillo non risolverà i problemi dell’Italia. Anzi li aggraverà! La gente che ha portato in Parlamento è totalmente e palesemente inadeguata e impreparata al compito. Ma lo eravate anche voi, quindi peggio di voi non potranno fare. Purtroppo non faranno neanche di meglio, ma questo non mi avrebbe convinto a votare per voi neanche sotto minaccia di morte. Infatti, tra le due opzioni, ho scelto la terza: me ne sono andato da un paese che per quarant’anni ha votato per degli incompetenti disonesti e che per migliorarsi non ha potuto fare altro che votare per degli incompetenti onesti (forse! Ancora bisogna provarli: una persona non può dire di essere incorruttibile fino a quando qualcuno non prova a corromperla).

Però Grillo, pur nella sua incompetenza, un paio di meriti a mio avviso li ha.

Il primo, che mi è stato fatto notare da Uriel, è che finalmente i poveri, i disperati, quelli in difficoltà sono scesi in piazza a gridarvelo in faccia invece di andare a nascondersi: è un cambiamento notevole. Finalmente essere in difficoltà non è più una vergogna! Certo trovo grave che in un paese che si professa cattolico a parole si sia dovuto aspettare di essere tutti in difficoltà, ma meglio tardi che mai!

Il secondo, e a mio avviso più importante merito, è di aver dimostrato che si può fare! Si può fare politica anche senza partiti. Si può raccogliere consenso, e tanto, anche senza corrompere. E’ per questo che siete finiti, non per altro! Grillo ha preso i problemi della gente e gli ha detto che non hanno bisogno di voi per risolverli. E la gente gli ha creduto!

Grillo vi ha feriti. Forse non a morte, ma ha fatto vedere a tutti che anche voi sanguinate! Questo attirerà gli squali e voi lo sapete!

Ecco perchè ora lo attaccate con tutto il vostro solito armamentario… che non serve ad un cazzo perchè lui può rispondere colpo su colpo a tutte le vostre accuse. Non ha bisogno dei vostri giornali per farlo… e i vostri “giornalai” sono ormai talmente sputtanati che anche la gente che non ha votato per Grillo (come me!) non presta loro alcuna fiducia.

Stefano Feltri: è ridicolo cercare oggi chiarezza da Grillo quando per anni la vostra categoria ha leccato i culi di tutti i potenti! Grillo può farsene 47 di società dove cazzo gli pare ed io non gli chiederò mai niente fino a quando non cerca di farsele con i MIEI soldi!

E, tra parentesi, dove eravate nei mesi scorsi mentre Grillo riempiva le piazze? Le società erano già là da un pezzo? Perchè questa storia esce solo adesso? Le alternative sono solo due: lascio a Lei, come compito per casa, scoprirle. Essendo uno di quelli preparati, confido che riuscirà!

Dov’eravate mentre i vari Monte Paschi si imbottivano di schifezze che adesso tocca a noi pagare? Dove eravate quando un paese intero veniva ridotto in macerie da una classe politica e imprenditoriale che definire imbarazzante è eufemistico? Dov’eravate quando l’Italia falliva un’azienda dietro l’altra e veniva venduta a prezzi di realizzo agli amici degli amici e poi ricomprata con i nostri soldi? Dov’eravate quando il TG1 decideva di aprire l’edizione delle 20:00 con la vittoria dell’Inter invece che con la manovra economica che ci ha sodomizzati?

Mi dispiace per i pochi di voi che ancora meritano, ma nella media ormai la vostra categoria è composta da un branco di analfabeti arrivisti, talmente impegnati a difendere il loro status che non saprebbero riconoscere una notizia degna di questo nome nemmeno se la vedessero sotto un neon lampeggiante!

Dove sono i vostri watergate? Dove sono le domande scomode che vedo fare all’estero ma non ho mai sentito da voi in Italia? In Italia semplicemente non esiste il giornalismo di inchiesta, perchè siete talmente connessi al potere (QUALSIASI POTERE!) che mai vi verrebbe voglia di stuzzicarne uno! Abbaiate a comando! E per uno che morde, cento altri leccano le ferite! Lo sapete voi e lo sappiamo noi. Finora non vi era mai capitato di trovare qualcuno che potesse rispondere alle vostre calunnie senza aver bisogno dei vostri giornali. Beh, è finita la pacchia!

Mostratemi dei fatti, portatemi delle prove e forse vi crederò… ma allora avrete colpito solo Grillo! E anche se il M5S dovesse collassare sotto la botta, la gente adesso SA che un altro modo, un altro mondo, è possibile… basta allungare la mano e prenderselo! Non sarà per domani, forse, ma ormai la porta è aperta ed è solo questione di tempo prima che venga varcata.

Peccato solo che per l’Italia, ormai, sia troppo tardi!

Pubblicato in Lettere | Lascia un commento

Lettera “inutile” al Presidente della R.A.I.

Caro Presidente,

mi perdoni se non uso il Suo nome, ma sono rimasto un po’ indietro sulle vicende italiane: mi sto disintossincando!

D’altronde, non credo che questa mia arriverà alla Sua augusta attenzione e quindi, in un certo senso, siamo pari!

Chi sono io? Io sono un Suo cliente. Si, lo so che voi ci chiamate “utenti” ma vede, quando pago per ricevere un servizio (e noi paghiamo per i vostri “servizi”!) io amo essere chiamato “cliente” e, magari, essere trattato come tale. Cosa che, in Italia, si configura sotto la voce “utopia”, ma tant’è.

A voler essere proprio precisi io sarei un vostro “ex-cliente”. Il condizionale è d’obbligo, visto il cronico malfunzionamento della burocrazia italiana!

Ex perchè me se sono andato da quel paese. Qualcuno sicuramente dirà “fuggito”, ma io preferisco “evaso”! Perchè una volta fuori di lì ti accorgi di quanto esso sia simile ad una prigione. Ma non è di questo che voglio parlare oggi!

In qualità di evaso mi si è posto un problema: come disdire il mio “abbonamento”! Beh, facile no? Vado sul sito della RAI e cerco: sicuramente ci sarà scritto come fare. In effetti c’è: http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/RisposteFAQ.aspx?ID=44

Però, aspetta: perchè fare una “raccomandata con ricevuta di ritorno” quando posso mandare una PEC? Fammi vedere dove hanno scritto il loro indirizzo PEC. Perchè voi avete un indirizzo PEC, vero? Voi la rispettate la legge, vero? Si, dai.. devo solamente vedere in quale pagina lo avete nascosto, perchè in quella ovvia “Comunicazioni” non c’è!

Beh, non ci crederà ma non l’ho trovato! Oh, sia chiaro: è sicuramente tutta colpa mia che non son capace, eh! Però alla fine ho gettato la spugna e vi ho scritto, usando la form che mettete a disposizione, richiedendovi la preziosa informazione. Era il 15/12/2012 alle 18:33! Lo so perchè il vostro sistema mi ha inviato una ricevuta automatica.

Poi, il 20/12/2012 alle 14:41, un’altra comunicazione automatica mi informa che:

in merito Sua comunicazione del 15/12/2012, La informiamo che la stessa e’ stata inoltrata presso l’ufficio di competenza che provveder` alla trattazione.
Disponibili per ulteriori informazioni da richiedere al seguente indirizzo: http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/Scriveteci.aspx porgiamo cordiali saluti.

Da allora, più niente. Oh, sono sicuro che il/la gentile impiegato/a avrà sicuramente il suo daffare per poter rispondere ad una mail con la semplice domanda “qual’è il vostro indirizzo PEC”? Non riesco sinceramente ad immaginare “cosa” abbia da fare, ma sono sicuro che dev’essere “veramente” impegnato/a per non riuscire a rispondere dopo un mese!

Alla fine, lo ammetto, mi sono arreso: domani spenderò tempo e denaro che avrei potuto risparmiarmi e vi manderò la vostra fottuta raccomandata A/R! So già, perdoni il francesismo, che il/la gentile impiegato/a di cui sopra la userà per pulircisi il culo e che mi toccherà spendere altro tempo, soldi e maledizioni per impugnare l’ingiunzione di Equitalia, ma almeno loro sono un po’ più seri di voi e l’indirizzo PEC lo pubblicano sul loro sito!

Ora sono sicuro che Ella si chiederà perchè io mi alteri tanto: da che mondo è mondo in Italia la burocrazia richiede inutilità bizantine in triplice copia! Però vede, io non sono più in Italia. Sono in un paese che da molti italioti è considerato un gradino più su del terzo mondo.

Eppure, dacché sono qui, non ho dovuto prendere permessi da lavoro, nè pagare alcunchè per tutte le procedure burocratiche. Ogni volta che ho avuto a che fare con un ufficio pubblico ho trovato indirizzi email e impiegati che RISPONDEVANO! Quando ho fatto la richiesta di residenza, ho preso appuntamento via internet e SONO STATO CHIAMATO AL TELEFONO per dirmi che potevo ritirare il certificato. E lo stesso vale per i dottori, le assicurazioni ed ogni cazzo di attività che richiede interazione con funzionari pubblici o privati!

In questo paese del “terzo mondo” internet esiste e LA USANO senza farsi seghe di PEC e simili… semplicemente, se gli fai una domanda rispondono. Anche se gliela fai in inglese, si figuri! E per buona misura, se hanno dei dubbi, ti chiamano al telefono e dopo ti mandano una mail di conferma!

Quindi si, mi sto abituando ad avere attorno a me un’infrastruttura funzionante, che eroga servizi con uno SLA ben definito e nella quale un impiegato che si permette di non rispondere all’email di un cliente viene preso a calci in culo senza che alcun sindacato si azzardi a dire bah! Perchè in un paese serio nessun sindacato difende i fancazzisti come si fa in Italia.

Ah, mi sto anche abituando ad una televisione di una certa qualità; mi sto abituando a veder lavorare giornalisti che fanno domande, invece di nettare deretani; mi sto abituando a speaker che sanno parlare, invece dei semi-analfabeti che avete proposto negli ultimi anni; mi sto abituando a documentari, musica (anche classica) e news tutte di ottima qualità! Ovviamente pago per tutto questo! Ma, aspetti: pagavo anche per quella merda che voi chiamate palinsesto! Solo che, nel vostro caso, non avevo avuto alcuna scelta!

In conclusione, signor Presidente, se domani dovesse passare la giornata seduto sul WC vorrei sapesse che non deve incolpare il virus intestinale che mi dicono gira in Italia in questo periodo, ma le copiose maledizioni che sto enumerando in questo momento!

Ma purtroppo, questa mia non arriverà alla sua augusta attenzione…

Cordialmente suo

Pubblicato in Lettere | 6 commenti